Si potrebbe partire da questa citazione, estrapolata da una short story scritta nel 1841 per il Gift e il Graham’s Magazine, riviste statunitensi dell’epoca, al fine di illustrare alcuni aspetti salienti del grande talento lirico e letterario, rappresentato nella persona, nella fantasia e nella penna di un autore nordamericano non comune, entrato a far parte del patrimonio umanistico mondiale, essendo uno degli scrittori più ragguardevoli di tutti i tempi, che inaugurò uno stile, un metodo di scrittura e un impianto narrativo di grande fascino e di grande spessore artistico. Di lui si celebra il bicentenario. Edgar Allan Poe nacque a Boston il 19 gennaio 1809 e morì a Baltimora il 7 ottobre.
I racconti polizieschi
È considerato l’ideatore, l’iniziatore del racconto poliziesco e del giallo psicologico. Nonché un rappresentante a tutti gli effetti del movimento neo-gotico, in virtù del fatto che nelle sue composizioni narrative risaltano il gusto per l’orrido, l’angoscia, il mistero, e viene privilegiata una componente psicologica parossistica, ossessionante. Charles Baudelaire fi il primo a tradurre l’opera di Poe, che influenzò anche scrittori del calibro di Jules Verne. Con ragione, il protagonista delle sue detective stories, Auguste Dupin, un francese malinconico, non privo di senso dell’humour, ma straordinariamente geniale e razionale nel risolvere i casi più intricati, si può stimare l’antesignano, il precursore di una successiva serie di eroidella letteratura gialla, tra cui emerge il notissimo investigatore Sherlock Holmes. Nel I delitti della Rue Morgue, apparso nell’aprile del 1841 sulla rivista The Graham’s lady’s and Gentlemaan’s Magazine, si svela la raffinata tecnica dello scrittore statunitense a giostrare con geometrica maestria la soluzione di un delitto dove il mistero e il crimine si confondono.
Il figlio dei girovaghi
I genitori di E. A. Poe facevano come mestiere gli attori, ma essi morirono quando il loro figlio aveva appena compiuto due anni. Poe venne adottato dalla famiglia Allan, e il nuove padre, John, era un facoltoso mercante di Richmond. All’età di sei anni, Poe si trasferì con la nuova famiglia in Inghilterra. Studierà fino a 19 anni e rivelò ben presto di essere dotato di una strepitosa memoria e di possedere un’inclinazione particolare per le rime. Un’altra sua sviluppatissima inclinazione fu individuata nella musica e nella poesia, e tale predisposizione, a quanto pare, gli procurò qualche scompenso a livello psichico. Le prime poesie furono composte in America, dove tornò quando compì 11 anni. Poe subì anche una disavventura scolastica: fu espulso dall’Accademia di Richmond. Prese, inoltre, una sbandata amorosa per la madre di un suo compagno di scuola, Ellena Stannard, che morì all’improvviso. Dalle lettere dello scrittore si è dedotto che si recava di notte, anche con il cattivo tempo, a pregare presso la tomba della donna. Poe conobbe altre donne, a cui non mancò di dedicare dei versi. Ma chi fece veramente breccia nel suo cuore fu Elmira Royster. Una passione che non era condivisa, anzi fu più volte osteggiata dal padre di lei, a causa di antiche acredini mai spenti con gli Allan. La poesia dal titolo Tamerlano testimonia lo strazio emotivo dello scrittore per quest’accesa incomprensione. Poe non si fece notare per nulla come uno studente modello, all’Università condusse una vita disordinata e il vizio del gioco lo rese pieno di debiti. Il padre, John Allan, si rifiutò di aiutare Edgar (nel 1834, quando il genitore adottivo morì, lo diseredò persino), che si trovò allora una nuova sistemazione a Boston. Qui egli pubblicò a sue spese la raccolta lirica Tamerlano e altre poesie. Era il 1827. Qualche anno dopo, vinse una modesta cifra in dollari per aver scritto sul Saturday Visitor, rivistapubblicataa Baltimora, Il manoscritto trovato in una bottiglia e il componimento in versi Il Colosseo.
I primi successi letterari
La sua attività di scrittore ebbe inizio in maniera entusiastica. I suoi lavori erano spesso e volentieri pubblicati su riviste e giornali. Purtroppo una nota infelice: il suo umore, il suo temperamento, la sua indole erano sempre caratterizzati da una profonda angoscia esistenziale, una depressione interiore che lo tormentò a lungo, una percezione della sofferenza più profonda e impenetrabile che lo perseguitò fino alla morte. La fama della sua abilità letteraria, tuttavia, s’incastonò ben bene nell’orbita dei gusti narrativi occidentali più emozionali, per esempio, nella descrizione dell’orrore. Ma altri racconti sfociavano anche nella comicità e nella satira più pungente (L’angelo del bizzarro o Psiche Zenobia, o L’uomo d’affari lo testimoniano). L’incubo, il grottesco erano pertanto le costanti dei suoi successi letterari. Nel 1938 fu pubblicato uno dei suoi lavori probabilmente più degni del suo talento letterario: La storia di Arthur Gordon Pym. Negli anni successivi fu la volta di altre pubblicazioni, che riscuoterono un gradimento di critica e pubblico non indifferenti, e sempre legati al tema orrorifico, come anche al genere poliziesco, ed ecco, per esempio, che sono pubblicati: La caduta degli casa degli Uscher e La Cometa. Da citarsi pure I racconti del grottesco dell’arabesco. Seguono altre opere, tra cui Eleonora e Il ritratto ovale. La carriera di Poe conobbe il trionfo con Lo scarabeo d’oro, Il corvo, Il gatto nero.
Il vizio del bere e la tragica scomparsa
Quando la moglie fu colpita in modo letale dalla tubercolosi, nel 1846, la disperazione e l’abbattimento più totali invasero l’animo di Poe, e lo spinsero in modo inesorabile a cedere al vizio del bere. Lo scrittore, oltre che dedicarsi alla narrativa e alla poesia, non mancò di riflettere su temi cosmologici. Una sua opera, dal titolo Eureka, tratta dell’universo e delle sue trasformazioni. Un terzo matrimonio allietò gli ultimi ani della sua vita. Ma una notte fu vittima di un episodio di violenza dentro una taverna, che gli fu fatale. Venne pestato a sangue, il suo cadavere fu trovato pochi giorni dopo, e si diceva allora che fosse morto in seguito a un attacco di delirium tremens.
Nicola di Mauro |