In questo numero
LA VITA SINTETICA  di Maria & Enrico Marotta

Craig Venter è un genetista americano
che sta creando la “vita sintetica”
in laboratorio.
La sua è la rivoluzione del DNA.

 


“Dna modificato. Vita sintetica. Nuovi Frankstein? Davanti a notizie come quella della realizzazione di un nuovo batterio avvenuta nei laboratori diretti da Craig Venter, quelle angoscianti domande sono legittime. Ma prima di dare una risposta vediamo di capire cosa è successo. Dopo un lungo lavoro di laboratorio, Craig Venter ha ottenuto una nuova specie di batterio. Il dna di un microrganismo è stato prelevato, modificato e inserito in un altro microrganismo, dando così origine a nuova forma di vita. La scoperta del “codice della Vita” – così si può definire la mappatura del genoma umano e lo studio della funzione dei geni – ha prodotto la più grande rivoluzione culturale della storia recente dell’uomo. Nel dna abbiamo trovato l’alfabeto per leggere il libro della biologia sulla Terra e ci troviamo a dover elaborare un nuova etica che tenga conto di un fatto inedito: la biologia umana non differisce molto da quella degli altri esseri viventi, ma l’uomo è l’unico in grado di intervenire su ogni forma di vita. Anche la sua. Purtroppo non è abbastanza diffusa la convinzione che la scienza non lavora per ciò che non è utile all’uomo e, dunque, processi tecnicamente fattibili, come la creazione di un dna artificiale, non saranno mai sviluppati se non in casi di provato vantaggio per il bene dell’umanità. Intervenire sui geni significa dare speranza per sconfiggere alcune malattie degenerative (come il Parkinson e l’Alzheimer) ed evolutive (come il cancro). I geni sono anche la piattaforma per gli studi sulla longevità e sulle cure personalizzate, la chiave – applicati in agricoltura – per combattere la fame e la sete. Le nuove frontiere della genomica sono una sfida al nostro senso di responsabilità: abbiamo la possibilità di migliorare la vita umana e quella del nostro pianeta. Ne saremo all’altezza?

Prof. Venter, perché dicono che lei è più importante di Charles Darwin?
Ho scoperto già sei milioni di nuovi geni: Ed è solo l'inizio. Con il Dna dei mari salverò la Terra.
Darwin con il «Beagle» ha scosso i fondamenti delle concezioni sulla vita con “L’origine delle Specie”, mentre io – al contrario di lui – non “osservo”, intervengo con la spedizione «Global Ocean Sampling Expedition» e cambieremo il corso dell'evoluzione! E per il bene dell'umanità eviteremo la catastrofe planetaria.

Lei durante la circumnavigazione del globo, da Halifax, in Nova Scotia, fino all'Oceano Pacifico, per due anni avventurosi, è stato Yachtman e studioso. Ora è contento di quello che ha scoperto?
Ho appena pubblicato sulla rivista «PLos Biology» di aver scoperto sei milioni di nuovi geni e migliaia di nuove famiglie di proteine dalle tonnellate di nuovi microbi che ho pescato senza sosta durante la circumnavigazione del globo. E' la prova che finora non si è capito granché del nostro Pianeta e tantomeno del nostro ambiente, L'umanità si è persa il 99% di tutte le forme di vita. E' chiaro, quindi, che abbiamo appena cominciato a grattare la superficie del vero e proprio universo di microrganismi che ci avvolge.

Prof. Venter , vuol dire che l’Eden è nei mari e che lì si agitano sia l’archivio che la fabbrica dell’esistenza?
Le inedite sequenze di Dna, che per la prima volta si sono rivelate sui display del mio team di biologi e informatici, sono la raccolta di «istruzioni per l'uso» con cui i microbi garantiscono l'esistenza della catena di creature che si prolunga fino all'Homo Sapiens. Sono al lavoro da almeno 3 miliardi e 800 milioni di anni e sono gli instancabili esseri-super capaci di prestazioni impossibili per chiunque altro. Per esempio, popolare le acque solforose e bollenti dei «camini» oceanici, riposare a temperature di decine e decine di volte sotto lo zero, prosperare nonostante dosi altissime di radiazioni e, probabilmente, impregnare i suoli e i ghiacci di lune e pianeti del Sistema Solare, a cominciare da Marte.

Quale è stato il vostro procedimento?
Gli scienziati a bordo del «Sorcerer II» hanno estratto campioni di acqua con regolarità, ogni 200 miglia nautiche, e li hanno sottoposti a processi di selezione, frammentazione, assemblamento, riconoscimento e archiviazione. Un insieme di metodi elementari (filtri da pochi centesimi) e tecniche sofisticate - a volte perfino segrete - con marcatori, laser e computer da milioni di dollari più gli interventi delle squadre specializzate del mio «J. Craig Venter Institute» di Rockville, nel Maryland. E' così ho scoperto tante proteine mai viste, che per esempio regolano le funzioni cellulari, l'assorbimento della luce, la riparazione del Dna danneggiato dai raggi UV. In un solo colpo, abbiamo raddoppiato il numero di sequenze conosciute. E' straordinario: ovunque buttassimo le nostre provette portavamo in superficie mucchi di proteine.

Tutto il materiale accumulato, a cosa servirà?
E' una collezione destinata ad ampliarsi senza sosta e che dovrà essere studiata con calma. Il tesoro genetico servirà per salvare la Terra. Immagino un futuro imminente in cui la manipolazione del Dna consentirà di creare cellule artificiali con cui fare quello che finora è stato un sogno da fantascienza: ripulire l'aria dai gas serra, disinquinare i terreni e decontaminare l'acqua. E poi produrre energia illimitata a emissioni zero e, se non bastasse, riprogrammare anche i meccanismi dell'essere umano. Con le mie scoperte cambierò il mondo.

E i risvolti etici?
Il limite del­la ricerca genetica è un problema sentito. Noi abbia­mo commissioni etiche e reviso­ri etici. Ma è anche un problema culturale. In Italia c’è una situa­zione unica, quasi un’implosione perché c’è una paura intellettua­le nei confronti della ricerca di base e della conoscenza. Occorre mutare l’approccio politico, intel­lettuale. Capire la scienza per non averne timori». Siamo a un punto dove i limiti non sono le risorse ma la nostra immaginazione e la capacità di correre e accettare i rischi.

Chi è
Ha compiuto ciò che era stimato impossibile: in soli tre anni è giunto a decifrare il Dna dell'essere umano, tanto che nel 2000 Craig Venter è diventato una celebrità mondiale grazie al Progetto Genoma. Nato a Salt Lake City nel 1946, conduce le sue ricerche di frontiera nel «J. Craig Venter Institute» di Rockville, Maryland, un megacentro da 200 milioni di dollari nel quale la fusione tra biologia e informatica ha raggiunto altissimi livelli di sofisticazione tecnologica. Adesso - come spiega nel sito Internet http://www.venterinstitute.org/ - con la sua nuova impresa, battezzata «Global Ocean Sampling Expedition», è arrivato a svelare la ricchezza dei microrganismi che popolano la Terra.

Maria & Enrico Marotta

www.timeandmind.com