“Il divario esistente tra chi può accedere
alle nuove tecnologie (personal computer
e internet) e chi no”. Questa la definizione
di digital divide che dà Wikipedia.
Da tempo se ne parla però come qualcosa
che separa i Paesi più avanzati da
quelli in via di sviluppo. In realtà la
situazione è molto più articolata
e complessa, e spesso si registra un marcato digital
divide all'interno degli stessi stati
che risultano ufficialmente tra i più avanzati.
Tra i principali motivi di esclusione vi
sono sicuramente le condizioni economiche
e l'assenza di infrastrutture, ma anche il
livello di istruzione, la distanza dalle
metropoli, il sesso e lo stato sociale.
Divisi in casa
Come si colloca un Paese avanzato
come l'Italia in questo scenario? Sicuramente
indietro, nella sua globalità, sia
rispetto agli Stati Uniti che rispetto
alla media europea. Circa dieci anni separano
il nostro Paese dal Nord America in termini
di accesso e utilizzo della rete, ma la
distanza più sorprendente è quella
da Paesi europei come l'Olanda e la Svezia,
dove l'accesso a internet coinvolge l'83%
e il 79% delle famiglie contro il 43% italiano
e il 54% dell'Europa a 27 (dati Eurostat
anno 2007). La spaccatura tuttavia è presente
anche all'interno: oggi in Italia è molto
diverso vivere in città o in montagna,
vivere al nord o al sud, fare il libero
professionista o l'operaio, essere uomo
o essere donna, essere straniero o essere
italiano, essere giovane o anziano. I dati
ISTAT relativi al 2007 evidenziano con
drammaticità quanto sia forte il digital
divide tra chi ha un pc e accede alla
rete e chi no. Se la televisione e il cellulare
sono ormai patrimonio comune degli italiani,
lo stesso non si può dire del computer
e dell'accesso a Internet, che riguardano
meno della metà della popolazione.
E se scendiamo al sud, l'utilizzo della
rete si ferma al 29,6%, così come
si attesta al 30% per quanto riguarda operai
ed apprendisti. E le donne? Solo il 31,7%
usa Internet. E finiamo molto sotto il
30% se guardiamo agli anziani sopra i 55
anni. Il quadro non è certo dei
più rosei, e peggiora se si guarda
la diffusione della banda larga nel nostro
Paese, infatti i dati recentemente pubblicati
da ECTA (European Competitive Telecommunications
Association) sulla penetrazione della larga
banda nei 15 maggiori paesi della UE riportano
un'Italia tredicesima, seguita solo da
Portogallo e Grecia. E anche in questo
caso la discriminazione aumenta se si va
ad analizzare realtà rurali lontane
dalle metropoli ed aree meno sviluppate
del nostro Paese.
Cittadinanza per tutti
Ma cosa vuol dire
essere esclusi dalla rete e dalle nuove
tecnologie? A prima vista potrebbe sembrare
un fatto poco significativo, si potrebbe
pensare che tutto sommato in rete vadano
più che altro i ragazzini
per scaricarsi gli MP3 e le suonerie del
cellulare o gli adulti per guardarsi le
previsioni del tempo o cercare un oggetto
su eBay. Ma sappiamo bene che non è così,
su Internet si trova informazione indipendente,
si comunica via mail con il resto del mondo,
si utilizza un conto online e si paga l'ICI
senza fare la coda in posta. È solo
qualche esempio e la lista si allungherà di
mese in mese con il crescere delle possibilità e
dei servizi messi a disposizione da organizzazioni,
pubblica amministrazione, aziende e quant'altro.
Mentre milioni di giovani di tutto il mondo
discutono e condividono idee e interessi
sui social network, tanti italiani non
sanno neppure cosa siano Wikipedia o LinkedIn.
Già tre anni fa Beppe Grillo (un
comico, non un ministro) chiedeva a gran
voce sul suo blog la cittadinanza
digitale per tutti, ossia il diritto ad
avere fin dalla nascita un indirizzo email
e l'accesso gratuito alla rete per tutta
la vita. A banda larga potremmo aggiungere
oggi, visto che la tecnologia ha fatto
passi da gigante ed i prezzi di ADSL e
Wi-Fi, almeno fuori dall'Italia, sono scesi
molto. Già, fuori dall'Italia. Secondo
un'inchiesta di Altroconsumo prezzi e velocità di
connessione sono migliorati, ma l'Italia
si trova ancora in un mercato “ingessato”,
privo di concorrenza e molto indietro rispetto
alla media europea.
Fate largo, passa la banda
Oggi una speranza
arriva dal WiMax, tecnologia a banda larga
senza fili, che permette di trasferire dati
via radio fino ad una velocità di
70 Mbit/s con una portata di svariati chilometri.
Potrebbe essere una buona soluzione per abbattere
il digital
divide, in quanto permetterebbe di
connettere punti non a vista, favorendo
quindi l'inclusione di aree rurali e disagiate.
Potrebbe. Dipende da come si comporteranno
gli operatori che in Italia hanno appena
vinto l'asta per le frequenze WiMax. Annunciata
con grande entusiasmo dal Ministero delle
Comunicazioni, l'asta italiana è stata
molto criticata sulla rete e dalle associazioni
di settore, in quanto dava l'impressione
di trattare il WiMax come fosse “telefonia” e
sembrava favorire gli operatori telefonici.
Considerazioni che spaventano non poco
i consumatori, sapendo che, ancora secondo
l'ECTA, la quota di mercato di Telecom
Italia, 64%, è la più alta
in Europa (con la sole eccezioni di Cipro
e Lussemburgo) ed il mercato italiano è fortemente
condizionato dalla presenza di questo operatore
telefonico, che è stato condannato
ben 12 volte dal 1995 ad oggi per violazioni
alle norme antitrust.
Cosa fare? Almeno una cosa, garantire l'accesso
a banda larga a tutti. E a questo deve
pensare la politica, difficilmente infatti
le leggi di mercato porteranno le aziende
ad investire per coprire aree disagiate
o poco abitate (e quindi poco redditizie)
e ad abbassare i prezzi finali.
Stefano Moro
Paroline Magiche
Banda larga: tipo
di trasmissione in cui più dati sono
inviati simultaneamente per aumentare l'effettiva
velocità di trasmissione. La Commissione
Europea usa il termine banda larga (o
broadband) come sinonimo di connessione
più veloce di quella assicurata da
un normale modem. Si possono sicuramente
annoverare fra le tecnologie a banda larga
la fibra ottica, l'ADSL, il WiFi e il WiMax
.
WiFi: abbreviazione
di Wireless Fidelity, è un termine
che indica dispositivi che possono collegarsi
a reti locali senza fili (WLAN) basate sulle
specifiche IEEE 802.11.
WiMAX: acronimo
di Worldwide Interoperability for Microwave
Access, è unatecnologia
che consente l'accesso a reti di telecomunicazioni
a banda larga e senza fili. Permette di trasferire
dati via radio fino ad una velocità di
70 Mbit/s e con una portata di svariati chilometri,
connettendo anche punti non a vista.
ADSL: acronimo
dell'inglese Asymmetric Digital Subscriber
Line, permette l'accesso ad Internet “via
filo” ad alta velocità. La velocità di
trasmissione va dai 640 kilobit per secondo
(kb/s) in su, a differenza dei modem tradizionali
di tipo dial-up, che consentono
velocità massime di 56 kb/s in download
e 48 kb/s in upload, e delle linee ISDN che
arrivano fino a 128 kb/s (utilizzando doppio
canale a 64kb/s) simmetrici.
Beni tecnologici nelle famiglie
2007 (fonte Istat)Televisione: 95,9%
Cellulare: 85,5%
Videoregistratore: 62%
Lettore DVD: 56,7%
Personal Computer: 47,8%
Distribuzione geografica uso di
Internet - anno 2007 (fonte
Istat)
Italia nord-occidentale: 41,9%
Italia nord-orientale: 41,2%
Italia centrale: 38,7%
Italia meridionale: 29,6%
Italia insulare: 29,8%
Distribuzione sociale uso di Internet
- anno 2007 (fonte Istat)
Studenti: 80,6%
Direttivi, quadri, impiegati: 74,9%
Dirigenti, imprenditori, liberi professionisti:
72,1%
Operai, apprendisti: 30%
Casalinghe: 8%
Distribuzione di età nell'uso
di Internet - anno 2007 (fonte
Istat)
15-17 anni: 70,1%
18-19 anni: 74,8%
25-34 anni: 58,7%
45-54 anni: 39,2%
60-64 anni: 14,9%
Link
www.istat.it
epp.eurostat.ec.europa.eu
www.beppegrillo.it
www.antidigitaldivide.org
it.wikipedia.org |