In questo numero
AMORE? SI', NO, BOH di Maria Poetto

 


L’educazione attuale è molto concentrata sullo sviluppo intellettuale del bambino. Senzo volerlo, spesso non si presta sufficientemente attenzione allo sviluppo di un’altra dimensione importante: quella emotiva, in cui è altresì auspicabile una maturazione, una vera e propria “alfabetizzazione”. Come avviene la crescita emotiva?
La conoscenza del proprio mondo emotivo avviene nel bambino attraverso tre processi essenziali che vale la pena considerare:

  1. La differenziazione. All’inizio il bambino sperimenta solo uno stato di benessere, quando i suoi bisogni sono appagati, e uno di malessere, quando ha fame, sete, sonno e i suoi bisogni non vengono soddisfatti. Successivamente dal magma indifferenziato del malessere prendono forma emozioni diverse: angoscia, paura, rabbia, colpa, tristezza, invidia… mentre il benessere si distingue in gioia, tranquillità, sicurezza, gratitudine, amore. Si impara poi a coglierne le sfumature, l’intensità.
  2. Il contenimento. All’inizio il bambino può sentirsi travolto da emozioni intollerabili (es: la rabbia verso la madre) e che non riesce a comprendere. Essenziale è il ruolo dei genitori (che andrebbero più sostenuti e aiutati nel loro non facile compito educativo!) nell’accogliere l’emozione del bambino, portarla dentro, “pensarla” e nel restituirgliela dando una spiegazione, un significato che gli renda quanto prova più tollerabile. Successivamente, il bambino stesso, non più spaventato dalle sue emozioni, imparerà a contenerle e a modularle dentro di sé.
  3. La verbalizzazione. All’inizio il bambino non sa dare un nome a ciò che prova e questo lo fa sentire ancor più in balia dei flutti emotivi. Successivamente, grazie all’aiuto dei genitori, imparerà a mettere in parole il mondo emotivo interno che trova così un ordine, non risultando confuso. Inoltre il poter comunicare ciò che si prova permette sia di ricevere un rimando su quanto sia adeguato, sia di imparare a gestirlo parlandone, senza passare subito all’azione (es: sono arrabbiato e ne parlo, non mi metto a spaccare delle cose!).
Questi tre processi sono strettamente collegati l’uno all’altro e caratterizzano lo sviluppo emotivo non solo dei bambini! E’ un processo lento che ognuno ha da apprendere per raggiungere un’emotività matura.

Maria Poetto

www.timeandmind.com