In questo numero
LETTERINA di Elena Giordano
 

Mittente:
Una ragazza timida
Destinatari:
I partecipanti del Grande Fratello 2008
Mediaset
Roma


Carissimi, finalmente siete tornati! O meglio, voi non eravate mai stati nella casa, ma io è come se vi conoscessi da sempre. Dunque bentornati!
Ricordo ancora quando, anni fa, Pietro Taricone muoveva i primi passi sotto le lenzuola; quando Floriana urlava il suo mondo trash a destra e a manca. Quando Costantino… ah, no, lui non ha mai partecipato a questo reality.
Insomma, immagino il vostro stupore ai provini. Per essere presi, occorre dimostrare di essere talmente fuori di testa che uno non si può dimenticare di voi.
Immagino, ugualmente, la vostra immensa gioia quando siete stati chiamati a partecipare. In realtà, scavando un po’, si scopre che voi giovani protagonisti un piccolo passato nel mondo dello spettacolo, un approccio, l’avete pure avuto, ma che importa. Ciò che conta, adesso, è essere protagonisti, è spogliarsi di ogni genere di privacy per vivere in uno spazio limitato, un tempo che ha una dimensione tutta sua.
Lo so, voi dentro alla casa pensate di vivere un’eterna festa: non ci sono ruoli familiari, non ci sono le regole dell’educazione, dell’ordine, della pulizia, del rispetto. Tutto vale, ciò che conta è fare passare il tempo.
Intimità? Non se ne parla. O meglio: a letto tutto è consentito con chiunque, le telecamere desiderano proprio questo.
Ancora non ho capito com’è possibile che voi ragazze riusciate, il giorno del collegamento con la trasmissione, a presentarvi tutte carine, pettinate e fresche di parrucchiere. Ma non dovreste essere in isolamento totale? Boh, mistero. Io nemmeno quando sono appena uscita da trucco e parrucco riesco a essere come voi!
Sapete, io vi guardo, la sera, per una decina di minuti. Vi osservo esattamente come faccio con Grisù. Grisù è il mio criceto, sta in cucina, gira tutto il giorno sulla ruota, mangia l’insalata, ogni tanto si ingozza. Voi mi ricordate tanto il mio pet: in fondo siete in gabbia, del mondo che continua a ruotare fuori dalla casa poco vi importa (né ne sapete alcunché); pensate tantissimo all’aspetto fisico, e ai bisogni primari, la sopravvivenza e la riproduzione (ma senza generare figli).
Non avete a disposizione libri, ma siete svegliati dalla musica: wow! Anche io adotto lo stesso sistema, la mattina, insieme a tantissimi italiani, però insieme alla musica ascolto anche le notizie di radio e tg. Fortunatamente a me è concesso leggere, dal quotidiano al libro. Anzi, ai libri. E più vedo voi che non sapete come passare il tempo, più a me viene voglia di leggere.
Sapete che vi dico? Vi invidio assai. Non per la questione dei libri, ma per un aspetto più profondo. Siete esseri umani capaci di staccarvi dalla vostra persona e personalità per trasformarvi in animali televisivi pronti a tutto pur di farvi ricordare.
Io, che sono timida e riservata, non accetterei mai di dividere lo stesso spazio per tanto tempo con persone che non conosco; senza obiettivi, senza compiti che non siano nell’ordine del trastullo. A me piace sentirmi utile. Ecco perché vi ammiro, perché non potrei essere come voi.
Ancora non ho capito se, aperte le porte della casa, vi piacerebbe tornare nell’anonimato o balzare alla ribalta. Tutto questo fa molto “Sliding doors”. Da una parte puoi diventare qualcuno a tempo – serate in discoteca, apparizioni in tv, raggranelli un 20mila euro e stop – dall’altra puoi ritornare te stesso, rinunciare al denaro e provare a diventare… un adulto.
Ditemi la verità, però: voi non lo fate per i soldi. Non è possibile, non ci crederei. Lo fate per apparire, per ricordare al mondo che esistete. Per affermarlo con forza. Per apparire in tv. Mi ricorda tanto, questa sensazione che mi monta dentro, quella che ho provato quando le cugine di Chiara, la ragazza uccisa a Garlasco, hanno truccato una foto con lei per apparire in tv.
Siete voi che superate la realtà. O semplicemente la realtà riesce più a contenervi? Quien sabe…

Saluti
Matilde

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