In questo numero
VITE IN FUMO di Patrizia Spagnolo

 


Il mercato della droga si è appropriato delle strategie di marketing, la cui abilità consiste nel convogliare su determinati prodotti la ricerca di felicità.
Chi gestisce il sistema è molto bravo a usare i mezzi di comunicazione ricorrendo a strategie sempre più sofisticate, che mirano a far aumentare sempre di più gli acquisti e a generare consenso sociale attorno agli stupefacenti. Oggi, il disagio dei giovani è frutto di questo marketing infernale.

Sballo ad ogni costo
Ogni sostanza chimica, naturale o artificiale che modifica la psicologia o l’attività mentale degli esseri umani si definisce droga. Lo afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità e lo confermano i numeri e le caratteristiche sempre più complesse di un fenomeno – quello delle tossicodipendenze – da cui emerge con forza il bisogno prepotente di sballarsi e di doparsi, non importa con quali sostanze. Un bisogno che purtroppo si impadronisce di vittime sempre più giovani, dal momento che il primo approccio è sceso sotto i 13 anni.
È vero che ne uccide più l’alcool, tra cirrosi e incidenti, ma le conseguenze a lungo termine dell’abuso di droghe non sono quantificabili e qualificabili, nonostante le molteplici ricerche e gli allarmi periodicamente lanciati. Sono certi, però, il disagio e la fragilità che spingono ad assumere sostanze stupefacenti, gli effetti devastanti sul piano del rendimento scolastico, delle relazioni familiari e con il mondo esterno avvertito come ostile e da cui si vuole fuggire, almeno per un po’.
Aumentano ansia e preoccupazione di genitori, insegnanti, educatori, politici, medici..., si moltiplicano le richieste di aiuto da parte di adulti disperati alle prese con un figlio che si droga e non sanno perché lo fa e come farlo smettere, nascono nuovi centri di sostegno e recupero, di ascolto, di informazione sulle tante droghe che oggi sono a disposizione a prezzi più bassi e proprio per questo più pericolose e diffuse. Droghe vecchie e nuove che a elencarle tutte ci vorrebbe un libro, dall’eroina che non tramonta mai (soprattutto adesso che si assume anche per inalazione), alla gettonatissima cocaina, all’ecstasy, alle anfetamine, alla cannabis (e qui il dibattito è particolarmente vivace).

Sballo ovunque
Il consumo di queste sostanze non è più un fenomeno tipico dei Paesi ricchi, ma interessa anche società in via di sviluppo: Iran, Pakistan, Cina, America Latina. Con effetti ancora più devastanti per il contesto di povertà in cui le droghe si diffondono. Facciamo un esempio andando in Argentina, dove sta dilagando “Paco”, uno stupefacente ricavato dagli scarti del processo di lavorazione della cocaina. Il nome tecnico è PBC, Pasta Base di Cocaina, ma a Buenos Aires l’hanno già soprannominata la “droga dei poveri” per il basso costo di una dose (dai due ai cinque pesos, circa un euro). Il problema, però, è che una dose tira l’altra: dopo l’effetto della prima fumata il “down” è così forte che dopo meno di un minuto ne occorre disperatamente un’altra.
Adolescenti poveri ma anche della classe media si rifugiano in Paco perché costa poco e sballa tanto, ma un consumatore abituale si fa anche cento dosi al giorno. La sostanza contiene residui di coca mischiata a cherosene, acido solforico, alcalina; il metallo che si usa per aspirare brucia le labbra, arriva nei polmoni e li danneggia. L’enorme diffusione è stata resa possibile dall’abile strategia degli spacciatori, che all’inizio regalavano una bustina di Paco per ogni grammo di coca venduta. Due al prezzo di una, come nei supermercati.
Già, perché al mercato delle droghe vengono applicate le stesse strategie del marketing e le politiche commerciali di iper e discount. In che modo? Vendendo sostanze miscelate, cioè dosi mescolate con più composti: i prezzi sono più contenuti, alla portata anche dei giovanissimi. C’è chi unisce la polvere di cocaina o di eroina a compresse di medicinali pestati, oppure a colori in polvere o cosmetici (ad esempio il fard); anche l’ecstasy è una miscela di sostanze diverse.
Insomma, mentre i prezzi degli alimentari, del gasolio, della luce ecc. ecc. aumentano, quelli delle droghe diminuiscono. E naturalmente cresce il consumo. Prendiamo la cocaina. Dal 2001 al 2005 il prezzo per un grammo è sceso da 99 a 87 euro e i consumatori sono raddoppiati (da 350 mila a 700 mila). Esiste sicuramente un marketing della droga evoluto, un sistema molto abile nel trasformare la droga in format di consumo accettati dalla coscienza comune. Così la droga fa tendenza, e chi assume queste sostanze occasionalmente pensa di essere al sicuro da ogni rischio. E mentre si moltiplicano le azioni politiche di intervento, sanzioni, centri e opuscoli informativi, il consumo continua a crescere.

Le nuove droghe
Ecco le sostanze d’abuso attualmente più diffuse sul mercato giovanile (la scheda è ricavata dal sito www.poliziadistato.it)

- ‘Binge’ (compulsive drinking): è una particolare modalità di assunzione dell’alcool da parte dei giovani che consiste nell’ingestione di una quantità esagerata iniziale di una bevanda alcolica all’inizio di una festa (anche parties di compleanno organizzati dalle famiglie); lo stordimento che ne consegue facilita l’assunzione di quantità ulteriori e determina una minore vigilanza su eventuali altre sostanze disponibili durante la festa.
- ‘Popper’: nitrito di amile; è nato come farmaco vasodilatatore usato per il trattamento dell’angina pectoris. Nel commercio illecito, lo si trova contenuto in ampolle, che si aprono con un tipico rumore, da cui il nome; si inalano i vapori che si sprigionano dalla fiala appena aperta. L'assunzione produce vasodilatazione, rilassamento della muscolatura e un senso di euforia. Dal punto di vista tossicologico e delle conseguenze di una overdose il nitrito di amile è in grado di trasformare l’emoglobina del sangue in un composto incapace di svolgere la sua funzioni di trasportatore di ossigeno.
- Ketamina (Ketamma, Special K): anestetico dissociativo, tuttora usato per piccoli interventi. Il prodotto è potentemente allucinogeno e questa proprietà è peraltro alla base della diffusione illegale della sostanza.
- ‘Burundanga’: droga di derivazione vegetale, diffusa in Sud-America (soprattutto Colombia). E’ talmente diffusa in quei paesi da aver dato luogo alla nascita del neologismo ‘burundanguito’ applicato a quelle persone, specialmente incauti turisti, trovati in stato confusionale, derubati ed eventualmente violentati, che sono finalmente accompagnati ad un posto di Pronto Soccorso. L’esistenza del pericolo è anche segnalato sulle guide turistiche e dalle agenzie di viaggio.
- Salvia Divinorum: droga vegetale, prevalentemente allucinogena, della famiglia delle Labiatae, come la più comune salvia usata come erba aromatica. Diffusa per passaparola attraverso Internet.
- ‘Shaboo’ (superamfetamina o ‘ice’): derivante da un traffico illecito dalle Filippine con l’aspetto macroscopico del ‘sale grosso’. Chimicamente si tratta di metamfetamina; particolarmente pura e quindi ancora più pericolosa. Si può assumere per ingestione, ma più comunemente per inalazione attraverso una boccia di vetro fornita di una doppia via (sul modello del narghilè turco).
- Kobrett o Cobret : eroina da fumare (generalmente un prodotto di basso valore della lavorazione dell’eroina, che così viene riciclato). Particolarmente pericolosa perché nella formulazione ‘da fumare’ l’eroina é poco conosciuta e quindi meno avvertita come un pericolo; costituisce invece a tutti gli effetti una modalità di ‘aggancio’ alla droga maggiormente capace di indurre dipendenza.
- Ayahuasha: è una droga allucinogena, presentata come più potente dell’LSD, derivata dalla prolungata ebollizione di una liana della foresta amazzonica dove è impiegata per scopi religiosi e magico-terapeutici. La ayahuascha viene fumata in pipe o sigarette, bevuta o inalata e i suoi effetti si manifestano tra i 30 e i 60 minuti dopo l´assunzione.

Poliassunzione
Una tendenza abbastanza diffusa nel mondo delle droghe d’abuso è quella del passaggio in tempi successivi da un abuso all’altro; ovvero la contemporanea assunzione di sostanze diverse. Gli alcolici sono sostanze così diffuse e disponibili da essere associati praticamente a tutte le altre categorie.

Patrizia Spagnolo

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