Il mercato della
droga si è appropriato
delle strategie di marketing, la cui abilità consiste
nel convogliare su determinati prodotti la
ricerca di felicità.
Chi gestisce il sistema è molto bravo a usare i mezzi di comunicazione
ricorrendo a strategie sempre più sofisticate, che mirano a far aumentare
sempre di più gli acquisti e a generare consenso sociale attorno agli
stupefacenti. Oggi, il disagio dei giovani è frutto
di questo marketing infernale.
Sballo ad ogni costo
Ogni sostanza chimica,
naturale o artificiale che modifica la psicologia
o l’attività mentale
degli esseri umani si definisce droga.
Lo afferma l’Organizzazione Mondiale
della Sanità e lo confermano i numeri
e le caratteristiche sempre più complesse
di un fenomeno – quello delle tossicodipendenze – da
cui emerge con forza il bisogno prepotente
di sballarsi e di doparsi, non importa
con quali sostanze. Un bisogno che purtroppo
si impadronisce di vittime sempre più giovani,
dal momento che il primo approccio è sceso
sotto i 13 anni.
È vero che ne uccide più l’alcool, tra cirrosi e incidenti,
ma le conseguenze a lungo termine dell’abuso di droghe non sono quantificabili
e qualificabili, nonostante le molteplici ricerche e gli allarmi periodicamente
lanciati. Sono certi, però, il disagio e la fragilità che spingono
ad assumere sostanze stupefacenti, gli effetti devastanti sul piano del rendimento
scolastico, delle relazioni familiari e con il mondo esterno avvertito come
ostile e da cui si vuole fuggire, almeno per un po’.
Aumentano ansia e preoccupazione di genitori,
insegnanti, educatori, politici, medici...,
si moltiplicano le richieste di aiuto da
parte di adulti disperati alle prese con
un figlio che si droga e non sanno perché lo
fa e come farlo smettere, nascono nuovi
centri di sostegno e recupero, di ascolto,
di informazione sulle tante droghe che
oggi sono a disposizione a prezzi più bassi
e proprio per questo più pericolose
e diffuse. Droghe vecchie e nuove che a
elencarle tutte ci vorrebbe un libro, dall’eroina
che non tramonta mai (soprattutto adesso
che si assume anche per inalazione), alla
gettonatissima cocaina, all’ecstasy,
alle anfetamine, alla cannabis (e qui il
dibattito è particolarmente vivace).
Sballo
ovunque
Il consumo di queste sostanze non è più un
fenomeno tipico dei Paesi ricchi, ma interessa
anche società in via di sviluppo:
Iran, Pakistan, Cina, America Latina. Con
effetti ancora più devastanti per
il contesto di povertà in cui le
droghe si diffondono. Facciamo un esempio
andando in Argentina, dove sta dilagando “Paco”,
uno stupefacente ricavato dagli scarti
del processo di lavorazione della cocaina.
Il nome tecnico è PBC, Pasta Base
di Cocaina, ma a Buenos Aires l’hanno
già soprannominata la “droga
dei poveri” per il basso costo di
una dose (dai due ai cinque pesos, circa
un euro). Il problema, però, è che
una dose tira l’altra: dopo l’effetto
della prima fumata il “down” è così forte
che dopo meno di un minuto ne occorre disperatamente
un’altra.
Adolescenti poveri ma anche della classe
media si rifugiano in Paco perché costa
poco e sballa tanto, ma un consumatore
abituale si fa anche cento dosi al giorno.
La sostanza contiene residui di coca mischiata
a cherosene, acido solforico, alcalina;
il metallo che si usa per aspirare brucia
le labbra, arriva nei polmoni e li danneggia.
L’enorme diffusione è stata
resa possibile dall’abile strategia
degli spacciatori, che all’inizio
regalavano una bustina di Paco per ogni
grammo di coca venduta. Due al prezzo di
una, come nei supermercati.
Già, perché al mercato delle
droghe vengono applicate le stesse strategie
del marketing e le politiche commerciali
di iper e discount. In che modo? Vendendo
sostanze miscelate, cioè dosi mescolate
con più composti: i prezzi sono
più contenuti, alla portata anche
dei giovanissimi. C’è chi
unisce la polvere di cocaina o di eroina
a compresse di medicinali pestati, oppure
a colori in polvere o cosmetici (ad esempio
il fard); anche l’ecstasy è una
miscela di sostanze diverse.
Insomma, mentre i prezzi degli alimentari,
del gasolio, della luce ecc. ecc. aumentano,
quelli delle droghe diminuiscono. E naturalmente
cresce il consumo. Prendiamo la cocaina.
Dal 2001 al 2005 il prezzo per un grammo è sceso
da 99 a 87 euro e i consumatori sono raddoppiati
(da 350 mila a 700 mila). Esiste sicuramente
un marketing della droga evoluto, un sistema
molto abile nel trasformare la droga in
format di consumo accettati dalla coscienza
comune. Così la droga fa tendenza,
e chi assume queste sostanze occasionalmente
pensa di essere al sicuro da ogni rischio.
E mentre si moltiplicano le azioni politiche
di intervento, sanzioni, centri e opuscoli
informativi, il consumo continua a crescere.
Le nuove droghe
Ecco le sostanze
d’abuso attualmente
più diffuse sul mercato giovanile
(la scheda è ricavata dal sito www.poliziadistato.it)
- ‘Binge’ (compulsive
drinking): è una particolare modalità di
assunzione dell’alcool da parte dei
giovani che consiste nell’ingestione
di una quantità esagerata iniziale
di una bevanda alcolica all’inizio
di una festa (anche parties di compleanno
organizzati dalle famiglie); lo stordimento
che ne consegue facilita l’assunzione
di quantità ulteriori e determina
una minore vigilanza su eventuali altre
sostanze disponibili durante la festa.
- ‘Popper’:
nitrito di amile; è nato come farmaco
vasodilatatore usato per il trattamento
dell’angina pectoris. Nel commercio
illecito, lo si trova contenuto in ampolle,
che si aprono con un tipico rumore, da
cui il nome; si inalano i vapori che si
sprigionano dalla fiala appena aperta.
L'assunzione produce vasodilatazione, rilassamento
della muscolatura e un senso di euforia.
Dal punto di vista tossicologico e delle
conseguenze di una overdose il
nitrito di amile è in grado di trasformare
l’emoglobina del sangue in un composto
incapace di svolgere la sua funzioni di
trasportatore di ossigeno.
- Ketamina (Ketamma,
Special K): anestetico dissociativo,
tuttora usato per piccoli interventi. Il
prodotto è potentemente allucinogeno
e questa proprietà è peraltro
alla base della diffusione illegale della
sostanza.
- ‘Burundanga’:
droga di derivazione vegetale, diffusa
in Sud-America (soprattutto Colombia).
E’ talmente diffusa in quei paesi
da aver dato luogo alla nascita del neologismo ‘burundanguito’ applicato
a quelle persone, specialmente incauti
turisti, trovati in stato confusionale,
derubati ed eventualmente violentati, che
sono finalmente accompagnati ad un posto
di Pronto Soccorso. L’esistenza del
pericolo è anche segnalato sulle
guide turistiche e dalle agenzie di viaggio.
- Salvia Divinorum:
droga vegetale, prevalentemente allucinogena,
della famiglia delle Labiatae,
come la più comune salvia usata
come erba aromatica. Diffusa per passaparola
attraverso Internet.
- ‘Shaboo’ (superamfetamina
o ‘ice’): derivante da un traffico
illecito dalle Filippine con l’aspetto
macroscopico del ‘sale grosso’.
Chimicamente si tratta di metamfetamina;
particolarmente pura e quindi ancora più pericolosa.
Si può assumere per ingestione,
ma più comunemente per inalazione
attraverso una boccia di vetro fornita
di una doppia via (sul modello del narghilè turco).
- Kobrett o Cobret :
eroina da fumare (generalmente un prodotto
di basso valore della lavorazione dell’eroina,
che così viene riciclato). Particolarmente
pericolosa perché nella formulazione ‘da
fumare’ l’eroina é poco
conosciuta e quindi meno avvertita come
un pericolo; costituisce invece a tutti
gli effetti una modalità di ‘aggancio’ alla
droga maggiormente capace di indurre dipendenza.
- Ayahuasha: è una
droga allucinogena, presentata come più potente
dell’LSD, derivata dalla prolungata
ebollizione di una liana della foresta
amazzonica dove è impiegata per
scopi religiosi e magico-terapeutici. La ayahuascha viene
fumata in pipe o sigarette, bevuta o inalata
e i suoi effetti si manifestano tra i 30
e i 60 minuti dopo l´assunzione.
Poliassunzione
Una tendenza
abbastanza diffusa nel mondo delle droghe
d’abuso è quella del passaggio
in tempi successivi da un abuso all’altro;
ovvero la contemporanea assunzione di sostanze
diverse. Gli alcolici sono sostanze così diffuse
e disponibili da essere associati praticamente
a tutte le altre categorie.
Patrizia Spagnolo
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