In questo numero
I PENSIERI E LE EMOZIONI di Maria Poetto

 


“Abbiam bisogno di essere educati all’emotività: ci insegnano a guidare le macchine, a cucinare, a scrivere, a leggere e non ci dicono una parola sulle nostre emozioni che son le cose che faranno la nostra vita”. Accogliendo questo invito serio di Benigni, la cui simpatia e comicità nulla toglie alla capacità di riflessione saggia e arguta, procediamo nel cammino di comprensione delle emozioni soffermandoci su un aspetto importante: come il nostro modo di pensare possa influenzare lo sguardo sulla realtà e, di conseguenza, le emozioni che ne scaturiscono.
La psicologia cognitivo-comportamentale e in particolar modo Albert Ellis hanno individuato alcuni pensieri “irrazionali” che distorcono la realtà, sono valutazioni esagerate che portano ad emozioni altrettanto esagerate, come intensità e durata. Conoscere questi pensieri ci permetterà una certa padronanza su di essi per evitare di cadere spesso inconsapevolmente in una lettura esasperata degli eventi, complicandoci la vita.
Vediamo le principali categorie di questi pensieri irrazionali:
- Doveri assoluti: “Devo assolutamente avere una ragazza”; “Gli altri devono assolutamente stare tutti zitti quando parlo”; “Quando mi sposo deve assolutamente esserci il sole perché sia una bella festa”. Da questi esempi possiamo capire come quello che è desiderabile e obiettivamente preferibile diventa una esigenza assoluta con conseguenti ansia, profonda tristezza e irritazione al mancato raggiungimento (che può non dipendere da noi ma dall’esterno: situazioni o persone).
- Intolleranze: “Non sopporto che ridano di me”; “E’ insopportabile Michela che “si dà delle arie””. Qui quello che può essere in effetti sgradevole, fastidioso e difficile viene ingigantito diventando insopportabile provocando intensa rabbia, ribellione o evitamento. Tutto questo ostacola un apprendimento ad affrontare le difficoltà e a tollerare ciò che può essere sgradevole ma fa parte della vita, non sempre facile e piacevole.
- Valutazioni globali su sé o altri: “Sono uno stupido”; “Fabrizio è incapace di guidare”; “Patrizia non capisce niente”. A partire da alcuni comportamenti e risultati si mettono etichette e si giudicano le persone. Quando queste valutazioni riguardano gli altri producono verso di loro ostilità o rifiuto, quando invece sono rivolte a se stessi determinano disistima e sconforto.
- Pensieri catastrofici: “E’ terribile essere stato richiamato davanti ai miei compagni. Ora tutti penseranno che sono “out” e mi prenderanno in giro”; “Maddalena non vuole uscire con me. E’ tremendo! Non troverò mai una ragazza”; “E’ un fallimento enorme non aver superato l’esame di guida: Anche se riproverò non riuscirò più a passarlo”. Situazioni di disagio o di insuccesso, comprensibilmente motivo di dispiacere e sofferenza, vengono esasperate e considerate una catastrofe, con effetti irrimediabili, mentre in realtà fanno parte delle frustrazioni che prima o poi inevitabilmente incontriamo sul nostro cammino.
- Bisogni assoluti: “Non posso rinunciare a farmi un mese di vacanza”; “Ho assolutamente bisogno di lui per essere felice”; “Non posso fare a meno di vestire con abiti firmati” (pensiero della ragazzina veneta di 12 anni che per comprarseli vedeva sue foto hard ai compagni!). Qui dei bisogni che sono solo preferibili e ciò che è desiderabile vengono considerati indispensabili, irrinunciabili. Le conseguenze emotive sono forte ansia, tensione nel cercare di soddisfarli e depressione o rabbia quando non si riesce ad ottenere la gratificazione, a volte utilizzando anche mezzi irrispettosi verso se stessi o verso altri (come, ad esempio, continuare a importunare la propria ex con chiamate, pedinamenti, minacce fino alla violenza nei casi estremi, tristemente noti).
Questi pensieri irrazionali sfuggono spesso alla nostra consapevolezza, scattano in noi in modo automatico. Riconoscerli, riflettendo su quali valutazioni stanno a volte dietro ai nostri comportamenti e vissuti emotivi particolarmente intensi, sproporzionati rispetto alla situazione, ci permette un sano ridimensionamento sia dei pensieri che delle emozioni collegate per una maggior sintonia con i valori che ciascuno ritiene più importanti per la propria vita

Maria Poetto
Psicoterapeuta

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