Tutto pc e play station
Molti si divertono in modo abbastanza tranquillo: play station, computer, sport e musica, ma senza esagerare, anche se nell’insieme l’ordinario divertimento suscita una certa preoccupazione in genitori ed educatori, perché sembra che non-senso e costosità si ingoino molte ore. Ore che iniziano spesso con una lunga attesa nelle piazze per mettersi d’accordo su dove andare.
Tanti ragazzi invece esagerano con i passatempi “normali” e a portata di mano (più di tre ore giornaliere di tv, più di un’ora di play-station e più di un’ora di computer) e giungono a vivere un disagio in casa, provocato spesso dalla solitudine, come avviene per gli Hikkomori (termine giapponese, perché il fenomeno è nato in Giappone, dove colpisce il 20% dei maschi), bambini e ragazzi che si autoisolano per mesi e anni, facendo una vita esclusivamente sedentaria, dormendo di giorno e vivendo di notte, passando tutto il tempo davanti a tv e computer, mostrando una forte dipendenza dai videogiochi, attraverso i quali si costruiscono una realtà alternativa.
Stare in forma divertendosi
Altri sono più sportivi e dato che la vita moderna riduce il più possibile la fatica fisica, per stare bene finiscono per faticare a pagamento in palestra, dove non trovi più i forzati dei muscoli, ma un ambiente elettrizzante, con una grande varietà di proposte, tutte con un unico obiettivo: stare in forma divertendosi. Siamo il centro di gravità del fitness e leader mondiale del settore. Tra le cause il rinnovato interesse per il benessere psico-fisico che ha stregato gli italiani. In gran voga i corsi musicali, con cui si cerca di fondere cura del corpo e divertimento. Col 2007 sono arrivate in Italia nuove discipline, come il cheerleading, un insieme di mirabolanti coreografie volanti e il pilates, una ginnastica posturale dolce che è un mix di ginnastica a corpo libero e discipline orientali, votato a ristabilire il benessere fisico e mentale.
Oltre a queste possibilità sportive, che non si possono fare generalmente al di fuori di una struttura appositamente attrezzata, esistono anche ad altre pratiche, che si possono svolgere anche da soli a casa e che possono riuscire molto benefiche e ricreanti. La prima è lo yoga, esattamente l’hatha-yoga, che significa “disciplina del corpo”. Si può eseguire tranquillamente da soli e come tutte le ginnastiche fa bene se si è costanti. L’azione sull’apparato respiratorio (una delle virtù dello yoga è di insegnare a respirare bene, sfruttando appieno i polmoni, con effetti benefici sull’umore, la tranquillità d’animo, la lucidità mentale, ecc.) e sulla flessibilità (torcendo la spina dorsale davvero in tutte le direzioni ) è spettacolare. Bisogna stare attenti che lo yoga viene dall’India e pertanto nei libri di yoga c’è sempre anche un collegamento all’induismo, che va respinto
Giochi estremi a notte fonda
Molti scelgono passatempi – se non altro per l’orario notturno protratto – abbastanza fuori misura. Appena si fa notte, i giovani si muovono – specialmente dove sono presenti con una certa abbondanza, nelle città di media grandezza – tra discoteche, circoli, centri sociali autogestiti, locali etnici. La vita notturna inizia non prima delle 22,30-23 e spesso si finisce per fare tardi all’aperto, davanti al locale in cui si è stati fino all’ultimo, su una panchina o spostandosi nei pochi locali ancora aperti a notte avanzata. Quasi tutti i giorni della settimana sono buoni per un’uscita notturna e si esce quasi sempre “in compagnie”.
La birreria è uno dei locali più soft e il trampolino di lancio per una serata a più ampio respiro. La scuderia dove si scaldano i motori per la lunga notte. Ed è anche un locale di confine per diversi gruppi. È frequentata dai ragazzi dell’oratorio come dai rockettari di ultimo pelo. Il successo delle birrerie è dato proprio dalla capacità di offrire intrattenimenti (musica, giochi, televisione, tavoli che ricreano un po’ di intimità) che soddisfano le diverse esigenze senza sposarne nessuna in particolare
La discoteca sembra in calo: la si sceglie sempre di meno e si opta invece per l’ormai collaudata formula “cinema-pub”. Il pub è la vera novità nel panorama dei divertimenti: da un paio di anni lo si preferisce in quanto sembra permettere una maggiore comunicazione. E al pub questo riesce molto facile: ogni tavolo diventa un piccolo salotto, dove tra un bicchiere di birra, un crostino e una sigaretta ci si scambiano opinioni e pareri. Alcuni ragazzi addirittura disdegnano le discoteche per svariati motivi (sono ambienti poco seri, si discriminano le persone a causa della selezione all’entrata) e preferiscono i locali underground, dove non si balla, si poga e ci sono serate a tema con una band che suona.
Ci sono poi forme di ricreazione in cui il rischio è l’elemento clou, per esempio le corse clandestine. Si tratta di folli corse, in moto o in automobile, nel cuore della notte tra chi corre e chi scommette sulla pelle degli altri.
La sfida della musica
La musica è un ingrediente preponderante della maggior parte dei divertimenti. Se mettiamo insieme le ore di ascolto quotidiano (2,4 la media), il volume, il tipo di musica, le ore e le circostanze dell’ascolto, ce n’è abbastanza per sconvolgere chiunque. Stranamente, proprio quando si direbbe che la favola del pifferaio magico sia diventata realtà per i giovani (troppi leader musicali sono di fatto degli incantatori che influenzano negativamente chi li ascolta: «Noi lavoriamo sempre per dirigere il pensiero e la volontà delle persone, e la maggioranza degli altri gruppi fanno lo stesso», afferma Mick Jagger dei Rolling Stones), pochi hanno argomenti per invitare alla prudenza.
Intanto, bisognerebbe ricordarsi che la musica, anche di valore, non sfugge alla deformazione prodotta in noi dal peccato originale: «Tre cose eccitano il cuore degli umani alla carnalità (cioè al male): grandi ricchezze, grandi bellezze, il canto soave di dolci canzoni» (Juan de Padilla).
Quali sono gli effetti dell’ascolto massiccio di certi tipi di musica dal punto di vista fisico, psicologico, mentale, morale (cito il rock perché maggiormente studiato, ma si può estendere a gran parte dei generi più recenti, senza generalizzare troppo: quasi ogni tipo di musica ha il lato buono o accettabile a certe condizioni)? Per quanto riguarda il fisico può provocare gravi traumi, in particolare all’udito, al sistema endocrino e a quello nervoso. Per l’udito, oltre i 90 decibel l’effetto è nocivo. Nei concerti rock si sono misurati 107 decibel al centro del luogo dove si tiene il concerto. Gli specialisti attribuiscono agli abusi “sonori” problemi di udito (più del 6% dei giovani coinvolti), come pure un inquietante aumento di malattie cardio-vascolari e di disturbi dell’equilibrio. Riguardo ai danni degli effetti visivi, l’uso dei raggi laser e dei lampi di luce viva che seguono il ritmo della musica, possono provocare vertigini, nausee, allucinazioni (recentemente in una discoteca russa varie persone hanno riportato danni permanenti alla vista). Il governo inglese ha pubblicato una diffida in proposito e le cronache del 21 giugno del 2007 riportano che a Milano, per il concerto di Vasco Rossi, il Tar ha deciso di abbassare il volume da 80 a 78 decibel. Il celebre musico-terapeuta Adam Knieste, nel rapporto relativo a un’indagine che è durata dieci anni sugli effetti della musica rock, scrive: «L’intensità del rumore provoca ostilità, sfinimento, narcisismo, panico e una strana narcosi». L’équipe medica di Bob Larsen affermava categoricamente: le vibrazioni delle basse frequenze, dovute all’amplificazione delle chitarre basse, alle quali si aggiunge l’effetto ripetitivo del beat, producono un effetto considerevole sul liquido cerebro-spinale. A sua volta, questo liquido agisce direttamente sulla ghiandola pituitaria che presiede alla secrezione degli ormoni. Il risultato globale è uno squilibrio degli ormoni sessuali e surrenali, come pure un cambiamento radicale del tasso di insulina nel sangue. Il metabolismo basale e il tasso di zucchero nel sangue si modificano durante l’ascolto di questa musica. In questo modo le varie funzioni di autocontrollo scendono nettamente al di sotto del limite di tolleranza, o vengono completamente neutralizzate. Più gravi ancora gli effetti psicologici: non ci si sottopone impunemente, all’influenza spersonalizzante del rock, per un periodo prolungato, senza subire dei traumi psico-affettivi profondi, secondo la ricerca dell’equipe dello psichiatra Regimbal.
Danze spericolate
Ascoltare musica fa venire voglia di muoversi al suo ritmo: la danza, in particolare per alcuni popoli, è uno dei più grandi modi di divertirsi, spesso uno dei pochi praticabili, data la povertà di mezzi. Si distingue tra danze folcloristiche, tradizionali, danza classica, moderna, latino-americana, etnica e “da discoteca”. La danze tradizionali ed etniche, presentano molti lati positivi: aumentando le potenzialità espressive e comunicative del corpo, permettono un’aggregazione tra i partecipanti che rinsalda i rapporti sociali all’interno del gruppo, migliorano la scioltezza.
Molto diverso il discorso per le danze che si fanno in discoteca facendo le ore piccole. L’Italia è uno dei paesi con il più alto numero di frequentatori. Un articolo apparso sul “Daily News” il 19 marzo 1978 analizza il fenomeno della discoteca:
Isolati gli uni dagli altri da una musica assordante, esposti a fasci di luce accecanti, i ballerini fanno tutto quello che passa loro per la testa, senza mai guardarsi né rivolgersi la parola, come se ciascuno si muovesse davanti a uno specchio, gridando senza sosta: Io! Io!Io!.
Questo modo di riferirsi a se stessi è il narcisismo, che impregna la nostra società e porta a fare quel che si vuole, qualunque siano le conseguenze per gli altri. Risultato: nella notte del venerdì e sabato sera si registrano quasi la metà di tutti gli incidenti notturni della settimana: 800 i giovani morti ogni anno in Italia, 10.000 dal 1992, più dei caduti nel recente conflitto in Irak…
Gianni Musso
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