Il “Fattore X”, quello che dovrebbero possedere i potenziali artisti dai comuni mortali, non lo avevano solo gli Aram Quartet, vincitori appunto dello spettacolo tv X Factor, andato in onda lo scorso maggio con la “mission” di scovare nuovi talenti da lanciare nell’orbe musicale. Scorreva anche nelle vene di Giuseppa “Giusy” Gaetana Ferreri, 23 anni da Palermo, residente però ad Abbiategrasso, provincia di Milano, arrivata buona seconda nel programma ma in realtà vincitrice ai punti.
Punti che si sono tramutati in posizioni alte nelle classifiche appena si è affacciata, all’inizio della scorsa estate, con una sua incisione, l’extended play (un cd con sei pezzi) Non ti scordar mai di me. Un assaggio di quel che può fare con quella sua caratteristica voce che non si dimentica facilmente una volta ascoltata e che molti hanno accostato ad Amy Winehouse.
Il mini-cd è ben curato e ha soprattutto una particolarità: oltre a cinque ottime cover, già presentate a X Factor, contiene anche un brano inedito, Non ti scordar mai di me, scritto da Tiziano Ferro e Roberto Casalino, che è diventato uno dei tormentoni della stagione calda.
Giusy è così finita nella centrifuga della popolarità, dopo aver passato gli ultimi anni a lavorare come cassiera in un grande supermercato e contemporaneamente a cercare una chance per poter emergere dall’anonimato. A dire il vero, una possibilità le era già stata offerta tre anni fa con l’uscita di un singolo, Il party, inciso con lo pseudonimo di Gaetana, che però non aveva lasciato tracce.
È andata decisamente meglio con X Factor e Non ti scordar mai di me, antipasto a un album vero e proprio di soli inediti, ancora senza titolo mentre scriviamo, che conferma il suo talento.
Quando hai incrociato sulla tua strada la musica?
Ho incominciato a cantare prestissimo, tanto che a otto anni ero già sul palco con un microfono davanti alla bocca durante un concorso e da allora non mi sono più staccata dalle sette note. Ho formato in seguito un gruppo rock, il mio timbro vocale si adattava benissimo al genere. Mi piacevano Piero Pelù e Francesco Renga che allora militavano nei Litfiba e nei Timoria.
Hai studiato per migliorarti?
Ho preso lezioni di pianoforte e soprattutto di canto, che mi hanno aiutata a impostare la voce in modo diverso. La mia insegnante mi ha fatto scoprire il repertorio blues e jazz di vocalist immense come Ella Fitzgerald, Bessie Smith, Billie Holiday e così mi sono avventurata su tonalità diverse, scoprendo sfumature fino ad allora inespresse dalla mia ugola. Ma ho imparato moltissimo misurandomi per conto mio anche con il repertorio di Janis Joplin, P.J. Harvey, Fiona Apple.
Quanto è stato difficile ritagliarsi un posto al sole?
Ho bussato per anni alle porte delle case discografiche ricevendo tanti “no, grazie”, ma non mi sono mai arresa. Ho continuato a scrivere le mie canzoni e a cantarle come volevo io. Per questo, a un certo punto, sono andata a lavorare part time al supermercato: guadagnavo qualche soldo come cassiera per vivere e potevo continuare ad esibirmi nei locali che accettavano il mio repertorio. Ma ho dovuto collezionare molte delusioni
La più cocente, forse, quando ti sei proposta come Gaetana.
In effetti, pensavo di essere arrivata ad una svolta. Avevo scelto il mio secondo nome per lanciarmi nel mondo discografico e Il party, benché non mi rispecchiasse completamente, era un pezzo potente, accettabile, ispirato ai suoni degli anni ’80. Non ha funzionato e ci sono rimasta male, anche perché non ero più una ragazzina.
Per fortuna, è arrivato poi X Factor. Come hai vissuto l’esperienza televisiva?
All’inizio con qualche timore. Non sapevo quanto il mio modo di proporre musica e io stessa potessero adattarsi alla tv. Superate però le prime, comprensibili indecisioni, mi sono trovata bene. È stato un periodo formativo, sia dal punto di vista artistico che umano. Confrontarsi con gli altri artisti a tutti i livelli è servito tantissimo.
Pensavi di arrivare a giocarti la finale?
Francamente no. Speravo ovviamente di arrivare fino in fondo, come tutti. Credo sia stata decisiva la scelta delle cover, che mi ha permesso di mettere in mostra il mio stile vocale. Il pubblico mi ha premiata: probabilmente sono arrivata al momento giusto.
Sei così diventata la regina dell’estate.
Un altro passo inaspettato dovuto al regalo avuto da Tiziano Ferro. Non ti scordar mai di me ha un “taglio” originalissimo, che si adatta perfettamente alla mia voce. Ho provato una gioia immensa quando mi è stata proposta: avere autori di questo calibro è un onore per me.
Come hai retto l’urto della notorietà?
Tutto sommato bene, anche se da X Factor in poi non ho più avuto un attimo di respiro tra interviste, ospitate e la lavorazione dell’album. Un ruolino di marcia inconsueto per me: sono di natura tranquilla e ho bisogno dei miei spazi, nella confusione non lavoro bene.
In quale modo definiresti il tuo disco?
È un ritratto veritiero di quello che sono io artisticamente, di ciò che provo. Per disegnarlo, ci sono canzoni mie e brani composti da altri autori, compreso Tiziano Ferro. Sono soddisfatta del risultato ottenuto.
Claudio Facchetti |