In questo numero
LA GIOIA DI UN CONVERTITO di Severino Cagnin

Scrittore giornalista credente,
Magdi Allam musulmano battezzato
dal Papa in Grazie, Gesù rivela con sincerità
la sua conversione come l’approdo
di un lungo cammino.


Ha sorpreso il mondo della cultura, la gente comune, credenti mussulmani e cattolici il Battesimo di sette adulti celebrato da Benedetto XVI nella Veglia Pasquale in San Pietro. Tra loro il musulmano Magdi Allam ha scelto come secondo nome Cristiano . Ha dichiarato il vicedirettore de Il Corriere della Sera “Ho abbandonato l’Islam al di là della contingenza che registra il sopravvento del fenomeno degli estremisti e del terrorismo islamico a livello mondiale, la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale”. I profondi motivi della conversione li esprime nel suo ultimo libro Grazie Gesù : “Per cinquantasei anni ho percepito me stesso come musulmano e, intorno a me, gli altri mi hanno individuato come un musulmano. A cinquantasei anni sono rinato da cristiano azzerando l’identità islamica, che ho consapevolmente volutamente rinnegato. Dentro e fuori di me tutto cambierà . Nulla sarà più come prima”.

La madre, una scuola e la scoperta della fede
La madre Safeya lavorava a Il Cairo come babysitter per una ricca famiglia italiana, i Caccia. La signora consigliò di mettere il piccolo Magdi a scuola in collegio delle suore Comboniane, senza preoccupazione per pagare libri e retta. Ricevette una buona istruzione ed educazione per sei anni e passò nel 1962 fino al 1970 all’Istituto salesiano Don Bosco, diretto da don Carlo Moroni, che egli ricorda come uno dei suoi educatori, che hanno inciso maggiormente nella sua vita. Oltre a ricevere a 18 anni il titolo di perito elettrotecnico, acquistò famigliarità con la lingua italiana. Conobbe sempre meglio la religione cattolica, che nell’istituto anche oggi viene proposta con rispetto assieme alle altre confessioni religiose degli allievi, in gran parte musulmani.
Durante la cerimonia del Battesimo dei sette catecumeni nella Veglia Pasquale Magdi Allam ricorda l’evento determinante della sua vita: il giorno del settembre 1956, in cui iniziò il suo lungo travaglio con un pianto dirotto, quando sua madre Safeya, aiutata e persuasa dalla famiglia presso cui lavorava, lo consegnò nelle mani di suor Lavinia, che lo infilò sotto la sua veste affinché non assistesse alla partenza della mamma, affidandolo così all’educazione e all’affetto delle religiose comboniane, devote a san Giuseppe. Successivamente, dalla quinta elementare fino all’ultimo anno della maturità scientifica studiò presso i salesiani dell’Istituto Don Bosco.

Una esperienza che cambia la vita
“Ho potuto toccare con mano – egli scrive – la realtà di donne e uomini che avevano scelto di votare la loro vita a Dio in seno alla Chiesa servendo il prossimo, indipendentemente dalla sua religione e nazionalità, e che testimoniavano la loro fede cristiana tramite opere volte alla realizzazione del bene comune e dell’interesse della collettività”. All’Istituto Don Bosco cominciò a leggere con interesse e partecipazione la Bibbia e i Vangeli, rimanendo particolarmente affascinato dalla figura umana e divina di Gesù. Nel suo ultimo libro la convinzione fondamentale e ripetuta è quella di un credente che ha trovato finalmente in Gesù la risposta.
Sono nominate molte persone ed associazioni che lo hanno aiutato in questo. I commentatori di Grazie Gesù, come delle altre sue opere precedenti, a forza di sottolineare queste occasioni, rischiano di far credere che siano stati i motivi principali della sua scelta. Non è così ed egli lo dichiara apertamente: “ Nell’insieme, quella esperienza educativa mi ha trasmesso non solo la scienza del sapere ma, soprattutto, la coscienza dei valori”.
 E conclude: “È grazie ai religiosi cattolici che ho acquisito una concezione profondamente ed essenzialmente etica della vita, dove la persona creata a immagine e somiglianza di Dio è chiamata a compiere una missione che s’inserisce nel quadro di un disegno universale ed eterno. Se oggi sono quel che sono, lo devo ai religiosi cattolici. Non hanno mai fatto opera di proselitismo né hanno mai cercato di convertirmi al cattolicesimo. Tuttavia, se dopo mezzo secolo ho deciso volontariamente di aderire con tutto me stesso alla fede in Gesù, molto lo si deve alla forza di persuasione implicita e imponderabile nell’azione di chi si rivolse a me con amore e dedizione nel nome di un Dio della Carità e della Misericordia”.

Un frutto maturo
Nel capitolo Il mio battesimo tra le molte persone, che hanno influito sulla sua scelta definitiva, ne ricorda alcune come determinanti: la madre Safeya, a cui non interessava che il suo Magdi fosse in una scuola cristiana, ma che diventasse un buon ragazzo. Così gli scrive suor Pier Teresa Fusari, ora a Verona: “La tua mamma ti ha sempre seguito e ora da lassù vedrà il suo Magdi quanto bene sa fare nel suo lavoro. Sì! Magdi, le nostre mamme ci sono sempre vicine con lo spirito”. Questa testimonianza della suora sulla madre, da confidenze di Allam, è considerata da lui di massimo valore perché gli ha facilitato un ricupero di affetto filiale, quasi di perdono, dopo un lungo difficile periodo di distacco.
Altre persone determinanti per lui sono stati i salesiani, che ha conosciuto in Egitto e in Italia, in modo particolare sottolinea la personalità e le idee dell’attuale Rettor Maggiore, con cui “è scoccata subito una grande simpatia e sintonia spirituale, confermata dalla sua decisione nel rendermi partecipe di nuove iniziative dei salesiani a livello mondiale”, sull’educazione dei giovani e sulla integrazione degli immigrati. Ma è più interessante sentire il motivo profondo di queste sue preferenze: “Ho voluto citare questi nomi di religiosi e laici cattolici non per adulazione, ma perché credo sinceramente che il mio percorso interiore di conversione al cattolicesimo sia stato contrassegnato e agevolato dall’esperienza di fraterna amicizia che ho avuto con tutti loro”. E aggiunge sulla sua decisione, che non è stata né un colpo di fulmine, né una pura adesione razionale: “È stata invece il frutto maturo di un lungo percorso di vita vissuta, fatta di studio e di conoscenza diretta delle fonti del sapere, ma, soprattutto, di esperienze di incontro con l’altro che hanno coinvolto tutto me stesso, sedimentando pian piano nel mio animo e nella mia mente strati sempre più consistenti di adesione spirituale e razionale all’amore e alla fede in Gesù”.

Senza nascondersi
La confessione dei motivi complessi e lontani della sua nuova vita rivela implicitamente chi sarà e cosa farà dopo il Battesimo nella Veglia Pasquale del 22 marzo 2008. Sembra voler dire a tutti in mondovisione che si può lasciare l’Islam e diventare cattolici, senza offesa per nessuno e senza doverlo nascondere. Per questo ora percorre l’Italia a incontrare gente di ogni fede e anche senza fede, per predicare Gesù. È chiaro che altri lo seguiranno, perché è finita la paura e la polemica . Alcuni nomi, noti e influenti, lo hanno già annunciato, anche all’estero, per cui sta entrando nella storia umana il superamento delle barriere ideologiche, etniche e religiose, che segnerà il futuro del mondo attraverso una svolta epocale.
Sarà vera questa ipotesi? Il nuovo Magdi Cristiano ce la confermerà? Lo potremo vedere dal prossimo libro, meditato a lungo e non una raccolta di articoli e interventi vari, come le precedenti pubblicazioni annuali.  L’affermazione finale nel capitolo “La mia cresima”, il sacramento della maturità e dell’impegno del battezzato, confessa che smetterà di parlare dell’islam, ma vuole immergersi sempre più nella conoscenza e nella condivisione della fede in Gesù. E conclude: “Ora sono orgoglioso di essere pienamente e incondizionatamente cristiano cattolico, di cittadinanza italiana, partecipe e difensore della civiltà occidentale”. Non vuole essere nemico dei musulmani, anzi sarà sempre disponibile nei confronti di quelli di buona volontà. Le ultime parole indicano la sua vita futura: “La mia mente sarà sempre aperta e il mio cuore sempre pronto ad accogliere tutti i fratelli, che, amando il prossimo, credono nella Verità, nella Vita e nella Libertà. Ciò è quanto mi insegna il cristianesimo. Grazie Gesù”.

Severino Cagnin

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