In questo numero
DROGA: DI MODA LE ‘SMART DRUGS’ di Carlo Fiore

In Germania, in Olanda, in Francia,
come in Italia, crescono gli ’smart shop’
dove si confezionano e si vendono
prodotti di erboristeria che favoriscono
la potenza della droga, fino allo ‘sballo’.
‘Caracreatura’, un recente romanzo
di Pino Roveredo, affronta con vigore
e passione il tema della droga,
“ un moloch che divora individui e rapporti”.
Il commento di Susanna Tamaro:
“Solo il cammino dell’amore è capace
di contrastare la deriva
dell’indifferenza e della morte”.


A che punto siamo in Italia con la droga? Come e quanto interessa il mondo degli adolescenti? Ci pare di notevole interesse quanto Francesco Alberoni ha scritto nella sua rubrica. “Penso sia utile che i genitori e gli insegnanti leggano il libro di Marida Lombardo Piijota: ‘Ho 12 anni, faccio la cubista, mi chiamano la principessa’ (Bompiani) Perché mostra come gli adolescenti comunicano fra loro attraverso un circuito completamente diverso da quello adulto. Un circuito costituito da blog, chat e mail, messaggi sui cellulari, che funzione ininterrottamente a casa come a scuola, con codici spesso difficilmente comprensibili. Sia ben chiaro: i giovani hanno sempre avuto la tendenza a riunirsi in gruppi, a costituire una società a parte, un proprio mondo con propri idoli, un proprio abbigliamento, propri valori, un proprio gergo. Essi anticipano il futuro e perciò devono differenziarsi dagli adulti, emanciparsi da loro. E’ nei loro gruppi e nei loro circuiti di comunicazione che nascono le prime esperienze sessuali, le fantasie erotiche, gli incontri, gli amori, tutto ciò che, da che mondo è mondo, appartiene di diritto all’adolescenza.
Ricordiamo, per precisione — continua Alberoni – che la grande separazione fra giovani e adulti è avvenuta molto tempo fa, negli anni Sessanta—Settanta quando si è formata una ‘internazionale giovanile’ che si è ribellata al mondo adulto, pensiamo ai figli dei fiori, al movimento studentesco, alla rivoluzione sessuale e alla diffusione dell’eroina.
Oggi la separazione è molto ridotta. Nel campo artistico, nel cinema e in tv, le generazioni sono mescolate. E, nella letteratura, i giovani hanno riscoperto l’amore romantico grazie a Moccia e ai best seller come Tre metri sopra il cielo.
Ma la Lombardo Pijola ci ha anche mostrato che nella rete di rapporti e di comunicazione si incontrano aree pericolose. Per esempio, alcune discoteche pomeridiane per adolescenti sono, in realtà, delle vere e proprie centrali di droga e di prostituzione. In alcune, le ragazzine di 12 anni vengono costrette da maschi di 16—18 anni a prendere alcolici, marijuana, estasy, cocaina, a fare sesso con tutti, a prostituirsi in continuazione. E tutto viene comunicato attraverso la rete di comunicazione elettronica di cui parlavamo, inviti, feste, richieste di consiglio, sfoghi personali, e anche domanda e offerta esplicita di sesso, di droga e di prostituzione.
Sono casi estremi, che però ci ricordano che quando i ragazzi vengono lasciati completamente soli, corrono sempre il pericolo di finire vittime di branchi dominati dagli individui più spregiudicati e violenti. A volte vere organizzazzioni delinquenziali ( F. Alberoni, Il nuovo volto delle’cattive compagnie, Il Corriere della Sera, 4 giugno 2007).
Alberoni sottolinea un ‘risvolto’ interessante su cellulari, chat, ecc. mettendo un evidenza un ‘circuito di comunicazione’ completamente diverso da quello adulto e del tutto ignorato dagli adulti. Circuito che può sfociare in esiti pericolosi. Sottolinea pure il vincolo che si stringe sempre più tra droga e prostituzione, anche adolescenziale.

Raddoppio dei drogati?
Limitandoci alla droga, ecco i dati presentati dalla ‘Relazione anuale al Parlamento sullo stato delle tossico dipendenze in Italia nel 2005’. Sono dati sui quali riflettere: infatti si nota, in alcune voci, un quasi o un totale raddoppio delle consumazioni di droga nel nostro Paese. “Nel 2005 – prosegue la Relazione – sono state 3.800.000 le persone che hanno fatto uso della cannabis contro 2.000.000 del 2001. 29.000 quelle che hanno iniziato a consumare eroina, e 700.000 sono stati i consumatori di cocaina contro i 350.000 del 2001. In crescita inoltre, anche il fenomeno dell’uso combinato di sostanze (tabacco, alcol, psicofarmaci e droghe) che investe 2.000.000 di italiani”. Non ci addentriamo nelle polemiche parlamentari sulle famose dosi a uso personale, mentre preoccupa invece il fatto che a drogarsi siano clienti di età sempre minore.

Le ‘smart drugs’, le ‘droghe furbe’
Un rilievo particolare viene dato, dall’’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga’, organo dell’Istituto Superiore di Sanità, al fenomeno delle ‘Smart Drugs’, tuttora ignorato dalla pubblica opinione.
Nel corso degli ultimi anni si è assistito in Italia a un progressivo aumento dei cosidetti ‘smart shops’, negozi presenti in diverse nazioni europee da una quindicina di anni e specializzati nella vendita di particolari prodotti erboristici chiamati generalmente ‘smart drugs’. “Con il termine ‘smart drugs’ che letteralmente significa ‘droghe furbe’, -- afferma il documento – si intendono tutta una serie di composti sia di origine vegetale che sintetica che contengono vitamine, principi attivi di estratti vegetali, tra cui i più diffusi sono l’efedrina, la caffeina, la taurina, ma anche sostanze con caratteristiche allucinogene. Oggi si parla di droghe vegetali, droghe etniche, droghe emobotaniche, ecc. Il termine ‘smart drug’ significa ‘droghe furbe’ perché non perseguibili dalla legge in quanto non presenti nelle tabelle legislativce che puniscono l’uso di sostanze stupefacenti. Gli ‘smart shop’ propongono lo ’sballo’ con prodotti naturali, erboristici, dunque ‘innocui’ rispetto alle droghe classiche. Spesso poi -- prosegue il documento – le varie ‘erbe’ sono vendute come ‘profumatori ambientali’ o come ‘semi da collezione’, ma gli psiconauti sanno bene che queste erbe si fumano o si masticano. Ci sono infine i cocktail di diverse sostanze creati dagli stessi gestori degli ‘smart shop’, mentre in Italia è in corso una legislazione fortemente restrittiva del settore erboristico. Via internet i ragazzi si scambiano informazioni sulle varie sostanze, erbe, semi, ecc. su come e dove reperirli. La stessa cosa accade in molti Stati europei come Francia, Germania, Olanda, ecc. Si tratta di un fatturato di un miliardo di dollari l’anno”.

Un romanzo sull’orrore della droga
Tra i pochi romanzi che affrontano il tema della droga ci sembra di particolare interesse Caracreatura, autore Pino Roveredo, critico letterario Susanna Tamaro, editore Bompiani.
E’ il dramma di Marina, una madre cinquantenne che da poco ha perso il marito e che è rimasta sola col figlio adorato. Un ragazzo che è precipitato nel baratro della droga ma che, per la madre, è sempre un ‘bravo ragazzo’ al punto he lei stessa va a procurargli la droga.
Fino al momento in cui Marina ha un sussulto di dignità e di responsabilità. E non solo non corre più a comprargli la ‘roba’, ma butterà quella stessa ‘roba’, scoperta in dose massiccia in un borsello, nella tazza del gabinetto. Affrontando un rischio di morte per il ragazzo e per se stessa. Ma è proprio questo gesto che la salva e salva il ragazzo.
Marina lo denuncerà, mandando in carcere tutta la banda degli spacciatori, gli anni che seguiranno saranno anni di grande solitudine e di grande dolore per entrambi – il figlio si rifiuterà caparbiamente di avere contatti con la madre -- ma sarà da questa solitudine e da questo dolore che madre e figlio cresceranno in una dimensione in cui l’amore non è reciproca accusa, ma faticoso percorso di consapevolezza e redenzione.
“In un mondo – conclude la Tamaro – che minimizza o che subdolamente esalta l’uso delle sostanze stupefacenti come atto creativo e liberatorio, Roveredo, lo scrittore, ci mostra in questo libro potente, rabbioso, violento, eppure così pieno di pietas e d’amore, l‘abisso della droga per quello che è: un assoluto orrore, un moloch che divora individui e rapporti, che annulla la capacità di intere generazioni di immaginare ed edificare il futuro.
‘Mi sono proprio rotto i coglioni di voi, brutti, sporchi e maledetti drogati di merda -- grida Marina alla fine, in un momento di verità dettato dall’alcol – tossici del cazzo, stupratori di sogni, sodomizzatori di illusioni, divoratori di madri e, se non basta ancora, stramaledette sanguisughe che vi attaccate ai sentimenti degli altri e poi li succhiate fino all’ultimo cenni di vita!.. Siete peggio degli inutili, perché gli inutili vivono e muoiono senza farsi accorgere, voi invece vivete e sopravvivete nel rumore insopportabile della tragedia’.
E la Tamaro trae dalla tragedia la conclusione più vera e toccante. “Solo il cammino dell’amore è capace di contrastare la deriva dell’indifferenza e della morte, e la nostra salvezza passa sempre e soltanto attraverso lo sguardo e l’amore dell’altro”

(Susanna Tamaro, I tre morsi della droga, Corriere della Sera, 4 giugno 2007).

Carlo Fiore

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