Mentre l’automobile corre veloce mangiandosi mezza Italia, Lisa guarda attraverso il finestrino e pensa, pensa... Pensa alle spiagge del Salento dove la sera prima ha salutato amici vecchi e nuovi con la ripromessa di non perdersi di vista, di sentirsi e messaggiarsi durante tutto l’anno e, chissà, magari di vedersi. È triste perché l’estate è finita, ma nella sua mente le immagini delle vacanze appena trascorse fanno da sfondo a tutti i progetti che vorrebbe realizzare nel nuovo anno. Perché il nuovo anno non comincia l’1 gennaio, ma a settembre, quando si è abbastanza freschi e riposati per lanciarsi in nuove esperienze, magari per dare una svolta alla propria vita.
E fu subito amore
Tristezza, nostalgia, emozionante immaginazione di scenari futuri e trepidante attesa dei cambiamenti che stanno per verificarsi. Tutto questo ronza nella testa di Lisa, attorno al chiodo fisso di Stefano che si staglia su tutti gli altri pensieri e le manda cuore, pancia e cervello in palla. Ma com’è stato possibile che lei abbia perso la testa in quel modo?, si chiede. Cerca di aggrapparsi ai ricordi più belli che hanno reso questa estate meravigliosa e di rimuovere quelli più brutti che l’hanno invece trasformata in un pozzo di sofferenza. Ma sia gli uni che gli altri portano la stessa firma: Stefano, quel diavolo di un ragazzo che appariva soltanto la sera perché di giorno lavorava.
L’ha fatta innamorare con la sua dolcezza, l’ha corteggiata discretamente, in silenzio, limitandosi ad essere sempre presente, a cercarla con gli occhi. L’ha fatta sentire importante, bella, unica per quel suo modo di guardarla, e quando – dopo giorni e giorni di “avvicinamento” – le ha detto che gli bastava vederla per stare bene, che ogni sera si sparava 2 ore di macchina per essere lì, al solito posto, ad aspettarla, pur sapendo che forse non sarebbe arrivata perché era altrove... Insomma, quando le ha detto questo e altro ancora, lei si è sciolta e ha smesso di fare la sostenuta, è scesa dal palco in cui dava a lui spettacolo di se stessa e si è buttata tra le sue braccia, come accade in quei romanzi d’amore prevedibili quanto appassionanti.
Così è iniziata la loro storia d’amore. Bella, totalizzante, esclusiva.
Fino a quando…
Lei non pensava ad altro né ad altri, nonostante i tanti maschietti che le giravano intorno. Lui, invece, di altri pensieri ne aveva, visto che un bel giorno Lisa lo becca con una ragazza in atteggiamento inequivocabile. “Non gli ho detto nulla, non gli ho fatto alcuna scenata – dice Lisa – Mi sono sentita morire, volevo picchiarlo, urlare, perché ci stavo troppo male. L’ho visto, lui mi ha vista, ci siamo guardati ma non ci siamo detti nulla. Io ho girato i tacchi e me ne sono andata. Non è più venuto a cercarmi, non si è più presentato al solito posto. È sparito dalla circolazione. E io non riesco a togliermelo dalla testa. Il suo approccio, il suo corteggiamento, i suoi sguardi e il suo modo di fare erano così unici... Faceva così con tutte? Se ci penso, sto male, malissimo, perché credevo di essere speciale per lui”.
Sergio torna a sperare
E mentre Lisa si leccava le ferite tentando disperatamente di superare la tremenda delusione, il suo amico Sergio iniziava a sperare. Sperava che lei, finalmente, si accorgesse di lui, che per tanto tempo le era corso dietro. La consolava e gioiva di quei momenti che l’amica gli concedeva per piangere sulla sua spalla, mentre prima era così presa da Stefano da non avere occhi e orecchie per nessun altro. Chiodo schiaccia chiodo, le diceva, desiderando con tutto il cuore che lei scegliesse lui come nuovo chiodo. E invece no. Altra tremenda delusione. Che sofferenza per Sergio vedere Lisa guardare altrove mentre lui cercava di conquistarla con tutta la dolcezza e sensibilità di cui era capace. Era riuscito a strapparle un bacio, solo un bacio, una sera in cui lei si sentiva più infelice del solito. Per poi accorgersi che Lisa non si sarebbe mai messa con lui. La speranza fatta a pezzi.
Anche i timidi nel loro piccolo
In estate, si sa, le delusioni si moltiplicano. La voglia di divertirsi, di “allargarsi”, di provare forti emozioni spinge i timidi a farsi coraggio e gli imbranati ad osare, ma espone i cuori alle intemperie. Ad esempio Luca, 16 anni, noto imbranato con le ragazze, inquieto e ipersensibile interiormente ma ciarliero e allegro all’esterno, ne è uscito proprio male. Quest’estate ha deciso di mettersi alla prova con le ragazze. Ma lo ha fatto nel modo sbagliato, truccandosi ancora più pesantemente del solito da pagliaccio.
I vari tentativi di approccio (falliti) sono valsi a Luca un duro colpo alla sua già scarsa autostima. Ha messo in discussione tutto di sé; ha collegato la sua incapacità di beccare non alla timidezza ma alla sua inadeguatezza in generale. Adesso si sente sbagliato, è depresso e non ha voglia di fare nulla. Non ha subito una delusione affettiva, ma è deluso di se stesso, il che è ancora peggio. Ha dato il suo cuore piccolo e fragile in pasto a persone che, senza rendersene conto, ne hanno fatto scempio, inconsapevoli delle emozioni e paure che lui provava.
Anche a Laura è capitata più o meno la stessa cosa. Incoraggiata dalle amiche, si è buttata nell’arena delle conquiste estive indossando gli abiti della spensieratezza, della disinvoltura e della seduzione. “Ma io non sono così – dice – Con quegli abiti addosso mi sentivo a disagio. Quando si va in vacanza, sembra quasi che sia obbligatorio cuccare. A me, invece, piace leggere, nuotare, chiacchierare con gli amici, fare tardi a cantare, raccontarsi storie, giocare...”. “In vacanza - continua Laura - ho incontrato un ragazzo, ho voluto fare la vamp e invece ho fatto una figuraccia che mi ricorderò per tutta la vita. Ci sono rimasta molto male, ma fortunatamente non ne ho fatto un dramma. Ho semplicemente capito che a cercare di essere ciò che non sei ci rimetti e basta”.
Patrizia Spagnolo |