E' veramente difficile dire quale sarà il futuro della Tv e ancor più difficile dire quando esso sarà. Da anni infatti si parla della rivoluzione che internet ha portato nei media tradizionali e da tempo si profetizza che la televisione ha le ore contate. Ma intanto resiste indisturbata al primo posto dei mezzi di comunicazione ed il suo modello non è stato finora minimamente intaccato dal passaggio al digitale terrestre o alle Tv via cavo. Qualcosa si è mosso, è vero, nella sfera del web, ma le grandi emittenti si sono finora limitate, nel migliore dei casi, a trasmettere anche su internet il loro palinsesto tradizionale oppure a mettere a disposizione dei navigatori una parte dei filmati passati in televisione. Niente di rivoluzionario, solo un po' più di accessibilità ai soliti contenuti.
Nel frattempo si sono fatti vari esperimenti sulla rete, da YouTube a Ustream, per permettere a chiunque di produrre e diffondere filmati, anche in diretta, su un canale web personalizzato. E questa è davvero una novità, per chi è abituato ad una televisione di massa che trasmette monodirezionalmente da uno a molti (broadcast), senza diritto di replica e senza nessun tipo di interazione. Trasmettere via web con servizi tipo Ustream è molto semplice, basta una videocamera ed una connessione ad Internet ed il gioco è fatto. Così chiunque può trasmettere, replicare ad altri che stanno trasmettendo e così via, in un fondersi del concetto di televisione con quello di community e forse anche con quello di democrazia. Solo che questo è al momento un mondo di nicchia, infatti la televisione tradizionale la fa da padrona, sebbene esistano esempi significativi di nuove emittenti indipendenti nate direttamente sul Web, come Arcoiris e N3TV.
Il caso più interessante di emittente di frontiera, tra il web e il telecomando, è sicuramente Current Tv, la televisione voluta da Al Gore con l'obiettivo di dare voce alla gente con un mezzo di informazione dal basso. Una nuova sfida, dopo quella lanciata contro il riscaldamento globale che gli ha fruttato il Nobel per la pace per il suo attivismo e l'Oscar al miglior documentario per il suo film sull'effetto serra “Una scomoda verità”. Anche questa volta la sfida è molto stimolante e l'idea che vi sta dietro davvero geniale: produrre mediante la community internet di Current il palinsesto destinato ad un canale televisivo tradizionale. In pratica gli utenti possono inserire contributi video sul sito current.com e poi, con l'aiuto dei voti della community che ruota attorno al progetto, vengono selezionati quelli da inserire nel palinsesto destinato alla Tv tradizionale. In questo modo l'informazione viene davvero generata dal basso ed il “filtro sociale” dei frequentatori della community fa sì che vengano evitati i falsi o le stupidaggini. Un po' come avviene sull'enciclopedia libera Wikipedia. Ma anche con questo nuovo progetto l'ex vicepresidente americano si conferma una figura molto controversa e, per certi versi, difficile da interpretare, infatti l'idea geniale e democratica di fare una Tv dal basso cozza decisamente con la decisione di trasmetterne la versione italiana sul canale 130 di Sky, la Tv a pagamento del magnate dell'editoria Rupert Murdoch.
Non sarà forse Current l'esempio ideale di WebTv partecipata e democratica, ma certamente è un'esperienza interessante che fa capire cosa si può fare per superare il modello televisivo attuale. E' quello che si prefigge anche l'associazione Megachip di Giulietto Chiesa, che opera dal 2002 un monitoraggio dei media italiani e da qualche mese ha lanciato l'iniziativa Canale Zero, progetto per un nuovo format informativo con l'ausilio delle nuove tecnologie.
Insomma qualcosa si muove, l'importante è capire che per fare una vera WebTv non basta aggiungere la parola web alla Tv tradizionale.
Stefano Moro |