Ancora una volta l’umorismo sorprende e si mostra come un modo di fare cultura, criticando, sbeffeggiando e anche proponendo dei comportamenti che non facciano ...crescere il naso! Perché le bugie le diciamo tutti, poco o tanto , tutti i giorni, piccole o, a volte, enormi ed assurde. La lettura del fenomeno si può fare a vari livelli: la calunnia di rossiniana memoria è “un venticello, un’auretta assai gentile, come un sibilo sottile...”, ma in breve diventa un “ terremoto, un temporale, che nessuno può fermar.”
Gli artisti della mostra di Marostica forse non lo sanno che dire una bugia può essere innocente finzione infantile, ma talora è stata la rovina di un popolo, il crollo di una vita, il fallimento di una banca o la fine di un amore. Sarebbe interessante raccogliere dai discorsi di Napoleone, Hitler, Stalin, Mussolini, Dalì e Picasso, Marilin Monroe e Woody Allen...frasi di segno opposto: non basterebbe un volume e sarebbe un successo editoriale!
La copertina del catalogo di Marostica esprime questa complessità del tema 2009, apparentemente consueto e scontato.. È un gioco grafico in bianco e nero, in cui tra due frecce bianche, che indicano la direzione di sinistra, si incastra a perfezione, non a caso, una freccia nera in direzione opposta Ad alcuni incroci stradali, impossibili da interpretare in corsa, se ti fermi, clacson offensivi, se vai avanti e sbagli direzione, non puoi fare retromarcia... e che non si sia il vigile! Così è la vita con imprevisti contrasti, a cui non possiamo sottrarci, né imporre la nostra volontà.
I percorsi fisici, poi, sono secondari rispetto alle decisioni morali, inevitabili: scelta di un tipo di lavoro o di un corso universitario, della fidanzata e della moglie, del partito e della fede da praticare con responsabilità e coerenza.
Per fortuna, le opere premiate non sono tutte così filosofiche. Tuttavia fanno pensare in profondo e sorridere di traverso. Afferma il critico Piero Zanotto
che il cartoonist può sintetizzare in segni e colore qualcosa che finisce per crescergli dentro. “ Con in più quel senso critico che lo porta ad osservare le cose della vita,
minime e importanti, senza perdersi in fronzoli”. La prima qualità’ della mostra della cittadina della scacchiera si conferma ancora la qualità’ umana del senso del tema assegnato, qualunque sia, come si può vedere dai premiati del passato su Tempo, Bellezza, Sogni, Giocattoli, Trend, Cibo, Graffiti, Stranieri, Maestri, gli ultimi dal 2000, vedi il DVD con i premi dei 41 anni, documento indiscutibile.
Pinocchio alla Casa Bianca?
Il Gran Premio Internazionale Scacchiera 2009 è andato al polacco Kukzynschi Pawel. Nella parte alta del rettangolo in verticale appare la Casa Bianca di Washington con il palazzo a colonne, la cupola neoclassica e l’obelisco, tutti evidenziati da un contorno nero. Il potere è forte: da lì sicurezza, giustizia e pace. Ma nella parte inferiore, ci sta la figura di Pinocchio con il volto sorridente e ironico e il suo naso lungo cresce dall’oscuro sottosuolo, apparendo come il possente obelisco. Un potere fatto di bugie? oscuro e poco sincero con i cittadini? L’accusa o solo il dubbio sono provocatori. La motivazione della giuria lo afferma: “L’opera del polacco Pawel è molto impegnativa anche come esecuzione. Sceglie proprio Pinocchio per costruirvi attraverso il naso, icona per antonomasia della bugia, un sottile discorso d’impegno etico: il naso che diventa obelisco del Campidoglio a Washington al fine di provocare il dubbio che alle radici della moderna democrazia possa esserci la menzogna”.
Altre opere sono più sorridenti. Due signore nel cartoon di Margherita Allegri: la soddisfatta magrissima che sentenzia e la preoccupata grassona, che ascolta la dieta da seguire per starci nella gonna che non si chiude. Ma quale delle due è la migliore? La bocca deformata, le spalle e la mano della prima forse sono un effetto boomerang di una dieta esagerata.
L’oratore di Mengato – Masi non è una persona, ma una maschera, capelli, naso e sorriso finti. Parla al microfono a un’immensa platea di bambini – pinocchio, tutti identici: nel volto ovale occhi fissi, naso a punta, cappellino, vestitino rosso con colletto; in un vivace gioco grafico di bianchi, rossi e neri. Un grande burattino crea burattini in un mondo colorato e falso?
A volte ci fa sorridere un umorismo capovolto, che cambia il senso a un modo di dire o di fare tradizionale. Pirandello ha definito” umorismo del contrario” quello della signora anziana che si trucca e si veste come una ragazza. Ma tutti se ne accorgono, sorridono e con pena...Il padreeterno burlone dello spagnolo Enrique Perez Penedo ride sotto i baffi perché è lui a mettere in tentazione con la mitica mela Adamo ed Eva. I colori vivacissimi e il segno molto definito sono espressivi del tono scherzoso e per nulla irriverente: sorriderebbe anche Dio!
Il cow boy nel deserto arido del Colorado del premiato inglese Ross Thomson è una presa in giro del turismo moderno. La guida indica all’assetato la lunga valle del canyon per trovare l’acqua, ma dietro un dosso di pietra il suo cavallo si sta abbeverando e il fuoco sta preparandogli il pranzo.
Il Premio speciale “Marco Sartore” è andato a Giancarlo Sartore con un militare che tiene in mostra nella mano destra la colomba della pace, disegnata da Picasso, ma è solo un palloncino bianco gonfiato, che scoppierà’ appena l’ufficiale bugiardo lo colpirà con uno spillone nascosto dietro le spalle.
Altri disegni fanno sorridere e pensare. Quest’anno il primato va a Pinocchio, seguito da divise militari e da contrasti con animali. Angel Ramiro della Colombia presenta una grassona affettuosa signora con una pelliccia di pelle pregiata di gatto, che bacia e accarezza il suo... micione!
Così è la vita, realtà e bugie. Giorgio Gaber cantava: “Non è per stravaganza o per follia: viva la bugia!”. Ma questa 41a rassegna ci propone anche di ridurla, ridendoci su.
Severino Cagnin |