LA MENTE E I SUOI INGANNI

…“Cogito, ergo sum!”. Questa famosa frase di Cartesio (“Penso, dunque sono!”), nota anche a chi non ha studiato filosofia, ha dato partic...


…“Cogito, ergo sum!”. Questa famosa frase di Cartesio (“Penso, dunque sono!”), nota anche a chi non ha studiato filosofia, ha dato particolare rilievo e dignità alla capacità di pensare, di ragionare e a tutte le attività compiute con la mente, tanto da fare di tutto ciò la prova della differenza sostanziale fra l’esistere e l’essere, cioè fra ciò che caratterizza la vita umana nel confronto con qualsiasi altra vita animale. Non ci interessa ora fermarci a discutere sul fatto che degli esperimenti scientifici, successivi a Cartesio, hanno dimostrato come anche negli animali esistono delle forme rudimentali di ragionamento e riflessione, che guidano i loro comportamenti.
Quello che vogliamo notare è che, dal razionalismo in avanti, si è spesso data un’importanza eccessiva alle nostre capacità mentali, a scapito di altre capacità (emotive, affettive e volitive), che sono state in parte sottovalutate.
Si è sopravvalutata la forza del pensiero, considerandola l’unica fonte di informazione attendibile, certa, veritiera.
Indubbiamente la nostra materia grigia, il cervello, è una grande risorsa e chi la fa oggetto di studio rimane affascinato dal suo funzionamento.
Non dobbiamo però dimenticare che anche la capacità del pensiero ha i suoi limiti e a volte ci inganna, con i suoi meccanismi sottili.
C’è chi si fida troppo dei propri ragionamenti e finisce “per raccontarsela”, per riflettere e interpretare le situazioni a proprio vantaggio, tirando l’acqua al proprio mulino.
Ci spieghiamo meglio con un esempio.
Beppe è un ragazzo molto intelligente, quello che definiremmo una persona “brillante”: a scuola ha sempre ottenuto risultati eccellenti e senza dover passare molto tempo a “consumarsi” troppo sui libri. Al liceo, il professore di filosofia si complimentava con lui per le sue riflessioni. Anche gli amici tengono molto in considerazione i suoi pareri, che sa sostenere con abilità e un’ironia che fa sorridere molti, procurando però in alcuni, che hanno vedute diverse, qualche disagio.
Da ogni situazione lui sa uscirne pulito, sa trovare delle buone ragioni che giustificano il suo comportamento, che dimostrano che la sua posizione è quella migliore.
Senza rendersene conto, si pone sempre un gradino al di sopra degli altri, li ascolta poco, ritiene di avere ragione.
Solo grazie a Manuela, ragazza di cui si innamora follemente e che lo smaschera nel suo ritenere di avere la verità in tasca, Beppe si accorgerà di come la sua testa lo aveva ingannato, scenderà dal podio su cui era salito proclamandosi il migliore e imparerà di più ad ascoltare gli altri e a confrontarsi con loro alla pari.
Non solo: Manuela gli insegnerà a non perdersi troppo nelle sue teorie ma a entrare maggiormente in contatto con quello che prova e a raccontare ciò che lui vive, senza volare sempre sopra le nuvole, con speculazioni intellettuali, ma poggiando anche i piedi per terra, facendo i conti con la concretezza della realtà.
E’ la forza dell’amore, più forte di quella del pensiero!
Va precisato che non solo chi è molto intelligente corre il rischio “di raccontarsela”. Tutti noi, almeno in qualche occasione, incappiamo in questo “meccanismo di autodifesa” per non riconoscere fino in fondo i nostri limiti, per non guardare in faccia una verità che ci fa troppo male.
Eppure, come diceva Qualcuno, è solo “la verità che ci rende liberi” e quando abbiamo il coraggio di fare con sincerità la verità in noi sperimentiamo davvero una maggiore libertà, perché il limite ci fa meno paura e scopriamo che da lì possiamo partire per risalire, per diventare più forti imparando anche dalle nostre cadute a come poggiare meglio il piede.
E per avviare un cammino autentico, occorre mettere in gioco non solo la testa!

Anna Maria Poetto (psicoterapeuta)
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