Vermeer, una perla a Bologna

di Francesca Binfarè Uno dei volti femminili più famosi della storia dell’arte Vermeer, una perla a Bologna Nessuno sa chi sia ...

di Francesca Binfarè

Uno dei volti femminili più famosi della storia dell’arte

Vermeer, una perla a Bologna

Nessuno sa chi sia la misteriosa ragazza che ci guarda da queste pagine e che possiamo ammirare esposta al Palazzo Fava di Bologna fino al 25 maggio.


All’inizio era conosciuta come La ragazza col turbante, poi un libro e un film l’hanno resa universalmente nota come La ragazza con l’orecchino di perla. Infatti, il nostro sguardo è attirato da tre punti di luce che spiccano sulla tela, i suoi occhi e la perla che indossa al lobo sinistro.
È stata ritratta da Johannes Vermeer attorno al 1665 e non se ne conosce l’identità. Ha un’aria esotica, donatale dal turbante azzurro che indossa, e sfoggia serena il famoso orecchino di perla. Sono scelte di abbigliamento insolite per l’epoca, che accentuano l’aria di mistero della ragazza ed esaltano l’armonia e il fascino del suo volto. La ragazza con l’orecchino di perla è un quadro senza tempo che suscita interrogativi, e forse anche questa sua atemporalità unita alle domande che fa nascere in chi lo guarda l’ha reso uno dei dipinti più amati di sempre.
Eccezionalmente, visti i restauri del museo Mauritshuis dell’Aia (riaprirà i battenti a giugno), i quadri più preziosi della sua collezione sono stati concessi ad alcuni musei nel mondo, per permettere al pubblico di ammirarli. In Europa, la mostra La ragazza con l’orecchino di perla. Il mito della Golden Age. Da Vermeer a Rembrandt. Capolavori dal Mauritshuis fa tappa in un solo luogo, Bologna, fino al 25 maggio presso Palazzo Fava.

Vermeer e la sua “ragazza”
Protagonista misteriosa della mostra è proprio questa ragazza. Non che del pittore, Johannes Vermeer, si sappiano molte cose. Circa 150 anni fa era addirittura definito “La Sfinge di Delft” perché non si conosceva molto né della sua vita né del suo lavoro. Ancora oggi la sua figura resta a tratti enigmatica. Si sa che è vissuto a Delft, città olandese non lontana da L’Aia, prospera e attiva nei commerci. Nato nel 1632, sposato con Catharina nel 1653, morto in povertà nel 1675: pur essendo stato riconosciuto come un grande pittore, il tempo ha fatto calare su di lui e sulla sua opera una patina di oblio. Nel XVIII secolo addirittura non si riconosceva più il suo tratto e il suo stile, tanto che nel 1876 il museo Mauritshuis ha acquisito il dipinto Diana e le sue ninfe come un’opera di Nicolaes Maes e non di Vermeer. Nel XIX secolo arrivava finalmente la riscossa, anche se quando la tela de La ragazza col turbante è stata messa all’asta nel 1881, è stata battuta a un prezzo molto basso: due fiorini. Oggi di Vermeer ci restano solo 36 quadri, e grazie a questi è considerato uno dei prìncipi indiscussi di quella che viene definita la Golden Age della pittura olandese, l’età dell’oro.
Tra tutte le sue opere, certamente la più nota è proprio questo quadro in esposizione a Bologna. Che potrebbe però indossare una perla “finta”: le perle di grandi dimensioni erano molto rare e molto costose all’epoca, quindi spesso venivano realizzate in vetro e poi verniciate, per renderle se possibile in qualche modo somiglianti a quelle vere. La misteriosa ragazza del quadro, perciò, potrebbe indossare un gioiello di questo tipo.
Niente di quanto è presente nel dipinto, però, risponde alla domanda relativa all’identità della ragazza ritratta: una delle figlie di Vermeer (che di figli ne ha avuti in tutto quindici)? Potrebbe essere, anche se si è ormai generalmente giunti alla conclusione che la ragazza del dipinto non sia una persona reale bensì una figura di fantasia.
Il quadro ha subito qualche passaggio di mano, finché è stato lasciato in eredità da un collezionista al Mauritshuis, e la sua fama è andata diffondendosi sempre di più: oggi Vermeer e la sua ragazza sono le attrazioni del museo. Tutta questa notorietà è dovuta, in tempi pre-social network e passaparola virali, anche a un libro scritto da Tracy Chevalier intitolato proprio La ragazza con l’orecchino di perla. Il romanzo, diventato bestseller internazionale, parla della giovane ritratta nel quadro, che sarebbe (secondo la ricostruzione dell’autrice) una domestica di Vermeer; dal libro è stato anche tratto un film, che ha lo stesso titolo e che vede l’attore Colin Firth interpretare Vermeer e Scarlett Johansson nei panni della misteriosa ragazza protagonista del ritratto.

Vermeer e oltre
La mostra bolognese La ragazza con l'orecchino di perla. Il mito della Golden Age espone 37 opere, di qualità eccelsa, che raccontano l’età d’oro della pittura olandese che si è sviluppata ed espressa nel XVII secolo. L’esposizione permette di confrontare Vermeer (presente anche con il dipinto Diana e le sue ninfe) con, tra gli altri, Rembrandt, Van Goyen, Hals, Van Honthorst, Steen, Claesz.
La ragazza con l’orecchino di perla si trova nell’ultima sala della mostra. Prima si resta ammirati da splendidi paesaggi con luci crepuscolari, poi dai ritratti, quelli che probabilmente sono i più familiari al pubblico tra la produzione pittorica olandese del periodo. Il grande fascino della ritrattistica della Golden Age sta nel fatto che per la prima volta vengono dipinte persone appartenenti a ogni classe sociale. Sono opere caratterizzate da realismo, varietà e, soprattutto, qualità. In mostra ci sono anche immagini di vita quotidiana riprese ‘in interni’, anche in questo caso prendendo spunto da situazioni e classi sociali diverse tra loro. Infine, le nature morte esposte ricordano a tutti che il tempo della vita è fugace. La mostra arriva al suo culmine con la sala conclusiva, dedicata interamente a La ragazza con l’orecchino di perla, esempio assoluto del virtuosismo di Vermeer, icona planetaria che rende eccezionale una mostra già splendida.
Accanto a questa mostra e in contemporanea, la Fondazione Carisbo, Genus Bononiae – Musei nella Città e Linea d’ombra propongono anche l’esposizione Attorno a Vermeer, omaggio tributato al grande pittore olandese da venticinque artisti italiani contemporanei, da Guccione a Sarnari, da Raciti a Forgioli. Gli autori delle opere esposte non sono stati obbligati a esercitarsi sul famoso quadro ma è stato loro chiesto di esprimersi attorno a Vermeer liberamente: così l’arte ha generato altra arte.

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Informazioni pratiche
Visto l’enorme successo della mostra, si consiglia la prenotazione tramite www.lineadombra.it. Usare il sito permette di evitare possibili tempi di attesa al call center (tel. 0422-429999).
I biglietti senza prenotazione sono acquistabili presso Palazzo Fava; ogni giorno sull’homepage del sito viene indicato il numero degli ingressi disponibili per il giorno successivo.
Il biglietto con prenotazione costa: intero €.13,00; ridotto €. 10,00/7,00; con visita guidata: intero €. 21,00; ridotto: €. 18,00/15,00.
Il biglietto senza prenotazione costa un euro in meno, perché non c’è la garanzia di trovare posti disponibili.
La mostra è aperta da lunedì a giovedì dalle 9,00 alle 20,00; venerdì e domenica dalle 9,00 alle 21,00; il sabato fino alle 22,00.


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