Flessibilità

di Elena Giordano Flessibilità Sostantivo che deriva da flessibile, che significa “Che può essere piegato facilmente senz...


di Elena Giordano



Flessibilità


Sostantivo che deriva da flessibile, che significa

“Che può essere piegato facilmente senza spezzarsi” (Dizionario Sabatini Coletti)



“Sii più flessibile”, suggerisce il figlio alla mamma troppo rigorosa (si cena alle 20, a letto alle 23, no disordine nei cassetti, e così via). La flessibilità è una categoria della mente, è un pregio di cui sono dotate le persone che sanno adattarsi: posta una certa situazione, al posto di intestarsi su una posizione, ragionano e cercano alternative e soluzioni per aggirare il problema.

È un modo intelligente per stare al mondo, che permette alle persone di mantenersi salde nei principi a cui tengono e di “muoversi” in quelli che ritengono opzionali. La persona flessibile, che è abituata a cenare alle ore 20.00, saprà accettare di mangiare alle 20,30, se per caso il suo compagno di vita è stato costretto a cambiare orario di lavoro. Senza che questo modifichi il sentimento che la lega all’altra persona.

Certe volte, però, la flessibilità cambia faccia. E diventa un elemento fortemente negativo. Ecco qualche esempio: le regole del vivere civile – non rubare, non danneggiare le proprietà altrui, rispettare le norme, pagare le tasse – non possono essere guardate con flessibilità. Vanno rispettate, punto. Chi, invece, si mostra in questi frangenti “flessibile” compie un danno per se stesso e per la comunità. Un funzionario di polizia non può far finta che un reato non sia stato commesso; non può alterare una multa o non punire chi si è comportato in malo modo. Se tutti facessero così e la flessibilità diventasse un atteggiamento abituale… dove andrebbe a finire la nostra società?

Attenzione, infine, a quando si parla di flessibilità nel mondo del lavoro. In alcuni casi è un valore positivo (se il dipendente può regolarsi in autonomia gli orari di entrata e uscita); in altri lo è meno, se tira in ballo diritti che, al posto di essere stabili e stabiliti, iniziano a essere “negoziabili”.



I maestri

Maestri di flessibilità sono gli insegnanti, di ogni ordine e grado. Vi siete mai messi nei loro panni? I prof entrano in classe con una certa idea in testa (oggi spiego la caduta di Napoleone) e si trovano di fronte una classe stanca o svogliata, o decimata dall’influenza. La flessibilità e l’esperienza suggeriscono loro di lasciar perdere Napoleone e di passare a un argomento più leggero. Ci sarà tempo per le spiegazioni articolate.

Le persone flessibili sanno adattarsi agli eventi: i genitori – altro fulgido esempio – possono organizzare finché vogliono uscite con gli amici. Ma se il bimbo appena nato ha la febbre, tutto deve essere rimandato (e senza guastarsi l’umore).

Un’ultima categoria, che incontrerete a brevissimo nella vostra vita: la persona che si trova a guidare un gruppo, un’azienda – un manager, insomma – deve essere flessibile per definizione. Saper controllare la situazione, gestirla, modificarsi a seconda delle esigenze. Chi non possiede questa dote, rischia di diventare un manager ingessato, e di lavorare male per sé e per i suoi collaboratori.
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