La regina del “mocio”

di Paolo Morelli Quote rosa La regina del “mocio” Dietro lo strumento che ha rivoluzionato il modo di lavare  i pavimenti, c’è la ...

di Paolo Morelli


Quote rosa

La regina del “mocio”

Dietro lo strumento che ha rivoluzionato il modo di lavare i pavimenti, c’è la difficile storia di una donna di talento: Joy Mangano. La porta sul grande schermo un’ottima Jennifer Lawrence.

  

«Il mondo non ti deve niente». È questa una delle affermazioni più emblematiche del film Joy, diretto da David O. Russell, con protagonista un’agguerrita Jennifer Lawrence. L’attrice venticinquenne, nata a Louisville (Kentucky), ritrova il regista con il quale ha vinto il premio Oscar come migliore attrice nel film Il lato positivo (2013), pellicola che la vedeva sul set affiancata da Bradley Cooper (American Sniper), scritturato con lei anche per Joy.
C’è un altro attore che gioca un ruolo fondamentale nell’ultimo film diretto da Russell, che ha preso parte anche al cast de Il lato positivo: si tratta di Robert De Niro, uno dei mostri sacri del cinema internazionale. Insomma, squadra che vince non si cambia: il penultimo film di Russell, infatti, ha ricevuto diversi riconoscimenti in tutto il mondo, cosa che naturalmente si augura anche alla nuova pellicola.



Casalinga di talento
Definita dalla rivista Rolling Stone «la più talentuosa giovane attrice di tutta l’America», Jennifer Lawrence veste i panni di Joy Mangano, una imprenditrice ancora in attività che, nel 1990, inventò il Miracle Mop, quello che oggi tutti conosciamo come “mocio” e che è presente in tutte le case.
Joy Mangano, di famiglia italo-americana, avviò il proprio business a Long Island, con la Arma Products, prima di allargare il mercato delle vendite a tutti gli altri Stati e diventare milionaria. La sua compagnia, rinominata Ingenious Designs, è ora parte della USA Networks e fattura 10 milioni di dollari all’anno.
Joy Mangano, oggi sessantenne, è diventata uno dei personaggi pubblici più noti negli USA grazie alle numerose partecipazioni a diverse trasmissioni televisive, nelle quali vendeva personalmente il Miracle Mop. Durante una televendita sul canale QVC riuscì a vendere 18.000 Miracle Mop in venti minuti, un record assoluto.
Al di là del mercato statunitense, quell’invenzione ha cambiato le case di milioni di persone in tutto il mondo: una vera rivoluzione, anche se difficilmente si riesce ad associare il “mocio” alla sua inventrice, più facile – almeno in Italia – abbinarlo a una nota marca di prodotti per la casa.
Con una storia del genere, che a qualcuno venisse in mente di girare un film su Joy Mangano era solo una questione di tempo. Girata a Boston, la pellicola racconta la storia di una famiglia italo-americana dove il padre, Robert De Niro, è un uomo un po’ tenero e un po’ autoritario, in perenne lotta con la moglie, interpretata da Virginia Madsen. Joy, però, può contare sull’appoggio di sua nonna, Diane Ladd, decisamente più equilibrata dei genitori.
Dapprima destinata a una vita “normale”, da brava casalinga e madre di famiglia, Joy si scopre piena di volontà e talento. È proprio dall’ennesimo incidente domestico, con mani rovinate a causa delle faccende di casa, che la donna ha una vera e propria illuminazione: è possibile lavare i pavimenti senza dover strizzare, ogni volta, lo straccio con le mani? Sembra una stupidaggine, ma è la chiave del successo.
Prima di tutto, per arrivare a costruire un impero economico e milionario, è necessaria una crescita interiore dolorosa e distruttiva. Questo, Joy, non lo sa. Abituata a dipendere sempre da qualcun altro, la giovane è trattata con sufficienza, e nessuno si prende mai la briga di spiegarle come funzioni davvero la vita. Deve, quindi, scontrarsi con la realtà e fare tutto da sola.

Una spietata schiacciasassi
La protagonista, interpretata da una straordinaria Jennifer Lawrence, si avvia quindi a una trasformazione: per crescere è necessario “sporcarsi le mani”, ma guardandosi bene intorno si può trovare un aiuto. Dopo la separazione dei suoi genitori, Joy si avvicina alla nuova compagna del padre, interpretata dall’impeccabile Isabella Rossellini, che in breve diventerà la sua finanziatrice.
Oltre a darle i fondi per far partire la sua nuova attività, la donna spinge Joy a una veloce crescita: per diventare un’imprenditrice, dovrà smettere i panni della ragazzina di paese che vede il buono in tutte le persone, trasformandosi in una spietata schiacciasassi. Con il successo arrivano i nemici, per questo la protagonista deve dotarsi di una buona corazza e mettere al sicuro la propria fetta di mercato.
Come dice il proverbio, «La pubblicità è l’anima del commercio», e così, sulla propria strada, Joy incontra l’executive della Home Shopping Network, che si occupa di marketing televisivo e chiede all’inventrice di vendere lei stessa i propri prodotti. L’idea del manager, portato sullo schermo da un vivace Bradley Cooper, si rivela vincente e costituisce il vero salto di qualità per il Miracle Mop, che da prodotto curioso e interessante si trasforma, nel giro di pochi anni, in un prodotto di massa.
Il percorso non è affatto semplice. Il lavoro di Jennifer Lawrence è stato sicuramente impegnativo, dato che l’attrice è riuscita a modificare il proprio stile di recitazione in base alle diverse fasi della vita di Joy Mangano. Nel film, si comincia con l’infanzia, si arriva all’università e, dopo il matrimonio e la crisi, si assiste a una rivoluzione devastante nella vita di Joy – e nell’interpretazione di Jennifer Lawrence – che si trova alla base dell’altra rivoluzione, quella nelle case di milioni di persone.
Ha detto il regista: «Jennifer Lawrence? Ha rischiato molto perché non poteva permettersi divagazioni eccentriche. In Joy dev’essere centrata, strutturata, e ha dimostrato di saper mettere in scena anche la propria solidità. La protagonista ha una famiglia complicata con donne forti e complesse, di quelle che piacciono a me».
Un’opera che affronta il tema del ruolo della donna nel mondo del lavoro e nella quale spicca la figura femminile con tutti i propri vizi e virtù. «Joy – ha continuato David O. Russell – è anche un film su diverse generazioni di donne e su quanto debbano lottare per farsi valere, oggi o nel dopoguerra italiano, penso a personaggi come Anna Magnani o alle figure femminili dei film del papà di Isabella Rossellini. Non a caso questo film si ispira molto al cinema classico, quello degli anni Quaranta o Cinquanta».
Per ammissione del regista, il personaggio di Joy Mangano che vediamo in questo film non ricalca fedelmente la personalità dell’inventrice nota in tutta l’America, ma ne riprende i tratti più forti. La necessità è narrativa: risponde all’intento di dimostrare che è possibile e doveroso superare i pregiudizi rincorrendo le proprie ambizioni, non soltanto perché ci raccontano che è giusto così, ma perché davvero qualcuno lo ha fatto con successo, e nemmeno troppo tempo fa.<

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