Sulle orme di San Benedetto

VIAGGI di Francesca Binfarè Pellegrini in cammino - 5 Sulle orme di San Benedetto Tra Umbria e Lazio si snoda un sugge...


VIAGGI
di Francesca Binfarè

Pellegrini in cammino - 5

Sulle orme di San Benedetto




Tra Umbria e Lazio si snoda un suggestivo percorso che segue le tappe del patrono dell’Europa. Luoghi incantevoli, che fanno bene all’animo.

Da Norcia a Subiaco e Montecassino sulle orme del padre dell’Europa. Così si presenta il Cammino di San Benedetto, un percorso di trecento chilometri che si snoda lungo le propaggini dei Monti Sibillini, l’alta valle dell’Aniene, la valle del Liri e che tocca i luoghi più significativi della vita di San Benedetto da Norcia, tra Umbria e Lazio fino ad arrivare vicino al confine con la Campania.
Il Cammino di San Benedetto si compone di 16 tappe e comprende sentieri, carrarecce, strade a basso traffico che si possono percorrere a piedi o in bicicletta, che toccano località intrise di spiritualità: Norcia è la cittadina natale di San Benedetto; a Subiaco ha vissuto più di trent’anni; c’è poi Montecassino, dove ha trascorso l’ultima parte della vita e dove ha scritto la sua Regola, quella caratterizzata dal motto “ora et labora et lege”.
Lungo il cammino si toccano anche i luoghi di vita di Santi amatissimi come Rita da Cascia, Francesco d’Assisi, Tommaso d’Aquino, e altri meno noti come Giuseppe da Leonessa e Agostina Pietrantoni.
Simone Frignani è l’ideatore e creatore del Cammino di San Benedetto. Si descrive come «pellegrino camminatore, insegnante e presidente dell’Associazione degli Amici del Cammino di San Benedetto». L’idea di questo cammino è nata in lui quando ha constatato che oggi siamo portati a curare molto il corpo, ma a trascurare l’anima. Quando c’è questo tipo di disequilibrio, scatta in noi una molla per cui cerchiamo di vivere un’esperienza spirituale e pedagogica che ci faccia stare meglio.
Tra Norcia e Cascia
Simone Frignani, che ha scritto anche un libro sul Cammino di San Benedetto (si intitola proprio così, edizioni Terre di Mezzo), spiega proprio questi aspetti: «Quando si prepara lo zaino si sceglie l’indispensabile, il superfluo ci appesantisce e ci ostacola: questa è una metafora della vita, il cammino ci insegna a scegliere. Quando poi siamo in cammino riceviamo grandi benefici per il corpo e per la mente. I primi giorni ci portiamo dietro le nostre ansie e il nostro andare di corsa.
Nella guida che ho scritto suggerisco le tappe da raggiungere giorno per giorno, ma dopo un po’ queste tabelle di marcia si lasciano da parte: non siamo tutti uguali, ognuno segue il proprio ritmo. A questo punto i nostri sensi si riempiono di bellezza, camminare diventa una medicina per la nostra anima. Anche gli effetti sociali del cammino sono importanti: da pellegrino ho bisogno di tutto e di tutti, mi apro al prossimo».
Maurizio Forte è il vicepresidente dell’Associazione degli Amici del Cammino di San Benedetto e, piuttosto che albergatore, preferisce definirsi come persona che si occupa dell’accoglienza e dell’ospitalità dei pellegrini.
A Maurizio chiediamo alcune informazioni pratiche e qualche consiglio utile per chi volesse partire: «Viaggiate leggeri, perché lo zaino pesante lo dovete portare voi! E scegliete le scarpe giuste, perché si cammina tanto. Il mese migliore per affrontare il Cammino è maggio, se volete respirare i profumi e vedere i colori dei fiori. A me piace moltissimo ottobre e consiglio di venire in autunno, se potete. La maggior parte delle persone però viene in agosto, quando è in vacanza».
Dal punto di vista pratico, «puoi preparare lo zaino stasera e partire domani, a patto che tu sia preparato a camminare. Ci vogliono una decina di giorni per ricevere la credenziale del pellegrino (richiedendola sul sito del Cammino di San Benedetto) che però ha un valore più personale che altro. Consigliamo di prenotare i pernottamenti due o tre giorni prima dell’arrivo».
Maurizio indica quella che secondo lui è la tappa più impegnativa: «Quella tra Leonessa e Poggio Bustone: si sale sul monte Terminillo e la discesa è sassosa, dà un po’ fastidio. Però le tappe in montagna sono anche le più belle».
Lago del Turano

Le tappe
Il Cammino a piedi si percorre in 16 tappe, quindi in 16 giorni; ne occorrono 7 se si affronta in bicicletta. È interamente segnalato con indicazioni adeguate.
Il percorso inizia a Norcia, cittadina umbra di antichissima origine etrusca sorta ai piedi dei monti Sibillini, amata dagli appassionati di trekking e dai naturalisti.
Norcia è da tutti conosciuta per essere la città natale di San Benedetto, patrono d’Europa, e di sua sorella Santa Scolastica. È quindi naturale pensare che la prima tappa qui sia la Basilica di San Benedetto, che da sempre accoglie pellegrini e turisti. Colpita dal terremoto del 2016, è in corso un’importante opera di recupero e restauro. Altra chiesa nota di Norcia è il Duomo, che è dedicato a Santa Maria Argentea, costruito nella seconda metà del ’500.
Lasciata Norcia l’itinerario attraversa e supera alture poco elevate e giunge al piccolo centro di Cascia, dove visse Santa Rita e per questo molto noto. Nei dintorni si trova anche il luogo di nascita della Santa, Roccaporena. Proseguendo si arriva, attraverso estese faggete, a Poggio Bustone: qui sono custodite importanti memorie francescane, e sempre qui, allargando lo sguardo su temi diversi, ricordiamo che è nato un grande della musica italiana come Lucio Battisti. A Poggio Bustone il Cammino di San Benedetto incrocia sia il Cammino Con le ali ai piedi sia Di qui passò Francesco, altri due percorsi che si possono seguire in questa zona: l’Umbria è ricchissima di itinerari di pellegrinaggio, come abbiamo scritto diverse volte.
Subiaco
Si raggiunge successivamente la piana del fiume Velino e da Rieti, città papale, si prosegue per Rocca Sinibalda e Castel di Tora, che si affaccia sul tranquillo lago del Turano. Si toccano poi altri piccoli centri incantati e si arriva a Subiaco, che è la prima grande meta del Cammino di San Benedetto.
Affascinante con le sue stradine e i vicoli medievali, è spiritualmente una tappa importante: qui San Benedetto scelse di vivere come un eremita, nel luogo dove oggi sorge il Sacro Speco (il Monastero è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30). Il Sacro Speco è stato edificato quasi mille anni fa e custodisce la grotta in cui il giovane Benedetto visse per un certo periodo come un eremita, prima di dedicarsi alla vita cenobitica, cioè monastica comunitaria. Oltre a numerose chiese, Subiaco ospita un ponte medievale, la villa di Nerone, la rocca dei Borgia: insomma, è da vedere.
Descrivere tutto il percorso è impossibile, disseminato com’è di luoghi ricchi di bellezza, pace e serenità, che uniscono storia, arte, natura e chiaramente anche spiritualità: Arpino, Roccasecca (patria di San Tommaso d’Aquino), Monteleone di Spoleto, Leonessa… e infine, si arriva all’abbazia di Montecassino, conclusione di un Cammino che porta ad attraversare buona parte del centro Italia.

Probabilmente questa è una delle abbazie più conosciute al mondo, caratterizzata da una storia lunghissima (nel 529 Benedetto scelse questo posto per costruire il suo monastero) e travagliata: l’ultimo momento drammatico lo ha vissuto nel 1944, quando un bombardamento l’ha quasi totalmente distrutta. Sono moltissime le persone che vengono qui a pregare sulle tombe di San Benedetto e di Santa Scolastica.
Montecassino, che ospita l’abbazia, è una frazione di Cassino: siamo nel Lazio meridionale, vicino al confine con la Campania. Qui si trovano siti archeologici romani – dalle terme all’anfiteatro – e resti di altre epoche. A Cassino si conclude il Cammino di San Benedetto, che riempi gli occhi di bellezza e arricchisce chi lo fa di nuove, importanti scoperte interiori.


InfoLungo il Cammino di San Benedetto si trovano parecchie strutture per l’ospitalità sia commerciali (b&b, agriturismi, alloggi a conduzione familiare) sia a donativo (religiose o laiche): queste ultime sono strutture non commerciali, come conventi e case private, che accolgono i pellegrini che fanno un’offerta libera. Se si pernotta nelle strutture a donativo è necessario avere con sé un sacco lenzuolo e un set da bagno.
La credenziale è il “passaporto” del pellegrino e dà accesso alle strutture di “ospitalità pellegrine”, vale a dire quelle a donativo. La credenziale, però, è anche un segno distintivo, una traccia del Cammino percorso, un ricordo dell’esperienza vissuta.Sul sito www.camminodibenedetto.it si trovano informazioni dettagliate.
Esiste anche un gruppo su Facebook, www.facebook.com/groups/459604957460878/about/


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