S.O.S. Gentilezza

di Davide Pizzi S.O.S. Gentilezza Un po’ di buona educazione migliora le relazioni. Nel 1877 Giosuè Carducci pubblicò la racc...

di Davide Pizzi
S.O.S. Gentilezza

Un po’ di buona educazione migliora le relazioni.

Nel 1877 Giosuè Carducci pubblicò la raccolta di poesie dal titolo: Odi barbare. 
Dall’anno 166 d.C. per oltre tre secoli, l’impero romano subì le invasioni barbariche fino alla sua capitolazione nel 476 d.C. 

Qual è il nesso che lega questi due riferimenti? 
Carducci sapeva bene che se i suoi versi fossero stati letti in epoca classica, avrebbero fatto rabbrividire gli acculturati di quel periodo. Ma i barbari, che provenivano da un sistema culturale grezzo e poco raffinato rispetto a quello del mondo romano, non erano in grado di percepirsi tali: lo erano soltanto agli occhi dei romani. 

Anche la nostra società sta “facendo retromarcia” e sta subendo un processo d’imbarbarimento che avvilisce e abbruttisce le relazioni tra gli   individui. 
Le “agenzie educative” quali la famiglia e la scuola, da tempo sono in evidente crisi e faticano a proporre i loro modelli. 
Da un sistema sociale raffinato ci si aspetta che progredisca col trascorrere del tempo. 

Cosa sta accadendo però oggi sotto i nostri occhi? A quali tipi di comportamenti di massa stiamo assistendo, cui forse ci stiamo abituando? Quali indicatori nei costumi della nostra società avvalorano la tesi della perdita di riferimenti culturali che consentono di vivere meglio il senso di cittadinanza e il rispetto nei rapporti interpersonali? 

Imparare la cortesia

Parole e gesti gentili sono sempre di più fuori moda, sia in famiglia sia nel lavoro e nella vita sociale. 

È quanto emerge dai risultati di una ricerca della onlus Gentletude, secondo cui stress e vita frenetica hanno poco a che vedere con l’essere sgarbati. 

Espressioni come: “per favore”, “volentieri”, “a disposizione”, “per cortesia”, sono merce rara, e la loro assenza dal nostro linguaggio per il 42% del campione evidenzia mancanza di rispetto e di educazione. Inoltre, secondo il 49% degli intervistati, in famiglia stanno sparendo frasi come: “ti voglio bene”, “mi manchi”, “posso”, indice di un raffreddamento delle relazioni che diventano sempre più lontane e, mentre la vita sociale soffre della diminuzione delle espressioni emotive, aumenta una forma di chiusura verso il nuovo. 

A Maria Cristina Cattoni, re  sponsabile progetti Gentletude, chiediamo: «Gentili si nasce o si diventa?». «Forse in parte si nasce perché abbiamo un’attitudine che è nostra personale, però di sicuro anche si diventa. 
Perché comunque la gentilezza è anche una forma di comportamento che s’impara con gli anni e che spesso impariamo semplicemente osservando chi ci circonda».

Il ruolo della tv

Stiamo correndo il rischio di disabituarci alle buone maniere e paradossalmente anche gentilezza e cortesia possono essere interpretate con sospetto e diffidenza! 
Il galateo andrebbe riproposto e “rispolverato” come antidoto al rischio dell’indebolimento dell’intelligenza emotiva nelle relazioni umane, e adottato come stile di vita. 
Il ruolo educativo che la televisione aveva ai suoi albori, quando possedere un televisore non era cosa da tutti (come la trasmissione degli anni ’60 Non è mai troppo tardi, condotta dal maestro Manzi), andrebbe riscoperto. Invece, e tristemente, pullulano programmi demenziali sulle emittenti televisive. 

È l’esempio per antonomasia della trasmissione condotta da Fiammetta Cicogna: Tamarreide, apparsa su Italia 1, nel giugno del 2011. 
Preoccupato, il presidente dell’AGE (Associazione Genitori Italiani) Davide Guarnieri, ebbe occasione di dichiarare in un’intervista: «Riceviamo da molti genitori messaggi d’indignazione, unita a preoccupazione a fronte della proposta, per la seconda settimana, di questa sorta di “Grande Fratello” di “tamarri”». 

Un mondo che speriamo non appartenga ai giovani italiani, condito da parolacce, atti sessuali parzialmente velati, scaz  zottate notturne in un tripudio di muscoli e tatuaggi, consumo sfrenato di alcolici. 

Il famoso giornalista Indro Montanelli diceva: «Noi l’Italia la vediamo realisticamente qual è: non un vivaio di poeti, di santi e di navigatori, ma una mantenuta e costosa scostumata».

 Il 13 novembre ricorre ogni anno la giornata mondiale della gentilezza. Per essere gentile non serve fare salti mortali. Servono azioni concrete, anche semplici ma esplicite; la gentilezza richiede di essere dichiarata! 



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