Il complesso di Superman

di Elena Giordano Il complesso di Superman Tommi è in fase iperattiva, per colpa di un lutto che l’ha colpito.  Cerca di esser...

di Elena Giordano

Il complesso di Superman


Tommi è in fase iperattiva, per colpa di un lutto che l’ha colpito. 
Cerca di essere come il nonno, prova nuove identità, alla ricerca di qualcosa che plachi il suo dolore.  
In questi ultimi mesi Italia Uno, in orario pomeridiano, ha ri-trasmesso una fortunata serie televisiva, Smallville: la storia delladolescente Clark Kent, destinato a diventare un giorno Superman. 

Nei tanti episodi ambientati in un piccolo paesino americano, il futuro supereroe è alle prese con una serie di difficoltà: ha il problema di gestire i suoi poteri, di controllarli e non farli scoprire; ha amici e una fidanzata, ma è sempre comunque altro, e intuisce di avere grandi responsabilità

Un vero adolescente in formazione, insomma, che però cerca in ogni modo di aiutare tutti, grazie a superpoteri, velocità supersonica, vista a raggi X e cosine del genere. 
Il Clark Kent di Smallville, così diverso da quello raccontato dai film degli anni Ottanta (al tempo Christopher Reeve era già un supereroe fatto e vestito, pronto a salvare il mondo), mi ha fatto venire in mente, per chissà quale strana analogia astrale, il nostro Tommi di questultimo periodo. 

Tommi è in una fase che definirei di esagerata esuberanza. Si è messo in testa che deve essere  ovunque, darsi da fare per tutti, impegnarsi in ogni cosa, senza sosta. 
Il motivo? Forse si può ricondurre al lutto che lha colpito. 

Il nonno cui era tanto affezionato è mancato qualche settimana fa. 
Nonno Gianni, anche se ultraottantenne, era una vera forza della natura, si impegnava ancora in parrocchia, curava lorto, era sempre sorridente e non si perdeva mai danimo. 
Memorabili i suoi racconti del Dopoguerra, tra lavori troppo strani e la fidanzata (nonna Nina) da corteggiare! Morto il nonno, Tommi si è probabilmente accorto che nella sua vita una luce si era spenta. 
E ha deciso di riaccenderla. A modo suo: diventando un po il nonno, ma con lenergia di un ragazzo. Da qui la miscela esplosiva, quasi da superuomo. 

Oggi Tommi ha lallenamento di calcetto con i bambini delle elementari, questa sera le prove dei canti. 
Domani esame alluniversità, dopodomani riunione per organizzare le vacanze estive del gruppo, laggiornamento del sito web della parrocchia, unaltra riunione per decidere come impostare i centri estivi. 

Poi ha da gestire gli impegni che gli lasciano i genitori, ha la chitarra con cui esercitarsi, gli amici a cui non dire mai no. 
Lui, sempre così riflessivo, e portato alla critica, prima che allazione conseguente, si è trasformato in una macchina da guerra. Noi amici gli siamo vicino, ma non riusciamo assolutamente a stargli dietro. 
Nessuno si è permesso di fargli notare che forse sta esagerando, che anche il tempo del lutto è prezioso. 
Che le persone che non ci sono più non si dimenticano, vanno tenute in vita con il ricordo e lesempio ma non devono diventare un modello unico da copiare. 
Ha provato Carlotta, con il suo solito garbo, a fargli notare che la superattività” tende a mascherare un superdolore, ma Tommi non ha voluto sentire ragioni, né perdere un secondo di tempo. 
Abbiamo così pensato di lasciare perdere, di osservarlo da lontano, e di affiancarlo in alcuni dei suoi tanti impegni, in modo da non farlo sentire completamente solo a combattere questa battaglia del ricordo. 

Nel nostro gruppo ciascuno è ciò che desidera: superuomo, nullità, persona in cerca di amore, persona arrabbiata, scostante o incompresa. 
Ognuno porta il suo piccolo fardello, e gli altri sorreggono e sostengono. 
Questa è la libertà! Per questo rimarremo amici per sempre, anche quando ci divideremo.
Perché per noi il gruppo sarà sempre Casa.  

  • Le persone che si sentono amate e capite dagli amici sanno di poter essere se stesse, di palesare agli altri dolori e sofferenze.
  • Il gruppo ha la capacità incredibile di assorbire, attutire, accompagnare. Solo tra amici è possibile questo “appoggio incondizionato”, che non chiede niente in cambio.
  • Gli amici sanno quando è il momento di tacere, ma sanno anche che ogni tanto è necessario “scrollare” una situazione, perché le persone capiscano in quale film hanno scelto di recitare la parte dei protagonisti.


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