I love Thegiornalisti

MUSICA di Francesca Binfarè Incontro con la band del momento I love Thegiornalisti Lo dice (ovviamente) Tommaso Para...


MUSICA



di Francesca Binfarè

Incontro con la band del momento


I love Thegiornalisti

Lo dice (ovviamente) Tommaso Paradiso, leader del gruppo, che nel giro di due anni ha monopolizzato le classifiche con canzoni dal seducente profumo pop.

Tommaso Paradiso scrive canzoni che hanno la caratteristica di rimanere in testa, che si fanno canticchiare, che le radio trasmettono spesso e volentieri. Tommaso è la voce, la penna e il frontman dei Thegiornalisti, band composta anche da Marco Antonio Musella e Marco Primavera. I primi due dischi i tre amici li hanno fatti nascere nel salotto di casa e ascoltare su tanti piccoli palchi che, man mano, sono diventati sempre più grandi e importanti.
I Thegiornalisti oggi possono essere considerati la più significativa rivelazione della musica italiana degli ultimi anni: nati nella nicchia dell’indie-pop sono approdati al mondo del grande pop italiano delle hit, conquistando classifiche di vendita e radiofoniche. Non a caso, hanno ottenuto oltre 30 certificazioni tra dischi d’oro e di platino
Il loro singolo Riccione è stato il tormentone dell’estate 2017, mesi in cui andava fortissimo anche Pamplona di Fabri Fibra cantata con Tommaso Paradiso. Che, nel frattempo, si è affermato come autore per altri interpreti, a cominciare da Luca Carboni che con Luca lo stesso ha avuto grande successo. È proprio a Tommaso che abbiamo chiesto di raccontarci il nuovo album di Thegiornalisti, Love.

Love è stato pubblicato due anni dopo Completamente sold out, che dal giorno della sua uscita è rimasto nella top 100 dei dischi più venduti in Italia. Che differenze sostanziali ci sono tra questi due album?
Le canzoni (risponde ridendo Tommaso, nda). Love è stato prodotto insieme a Dario Faini (che lavora con molti artisti, tra cui i La Rua, e che ha un suo progetto strumentale, Dardust, nda), e questa è una novità. Nelle nuove canzoni è presente una parte organica che in quelle precedenti mancava, non abbiamo seguito schemi scegliendo di esaltare al massimo ogni canzone nella sua essenza. Se il violino o la tromba ci stavano bene li abbiamo inseriti, senza pensare troppo ad altro.

Love quindi è un disco libero?
Sì. Non ci siamo prefissati niente quando abbiamo iniziato a lavorarci.

E tu, Tommaso, sei stato libero di esprimerti senza sentire il peso del successo e del doverti ripetere ai massimi livelli?
Questo tipo di pressione non la sento. Scrivere è un momento completamente privato che vivo con me stesso, in cui mi prendo tutte le libertà che voglio. Io credo che se senti la pressione del dover fare qualcosa di successo, sbagli. Non penso alle radio o al pubblico, scrivo e basta.

Cosa ti orienta, allora, nella scrittura delle canzoni?
Cerco di sorprendere le persone all’ascolto, per quanto si possa farlo. Mi piace cambiare sempre, lo faccio uscendo dalla mia comfort zone. Cioè, nella vita sono una persona abitudinaria, vado sempre nello stesso bar e nello stesso ristorante, ma nella musica no, voglio spingermi un po’ oltre i territori in cui mi sento a mio agio. Scrivo canzoni che posso aver voglia di cantare a squarciagola, allo stadio o quando sono in bagno. È per questo che non scrivo brani politici, perché la politica non mi “suona” nei miei testi, sarebbe un intruso.
 
Dove trovi l’ispirazione?
Nelle cose della vita: amo descrivere la normalità. Per me pop significa popolare, semplice: è il mondo di ogni giorno che voglio raccontare perché è quello che conosco. Love è una parola molto pop, infatti. Però non è la musica l’influenza maggiore che sento quando scrivo, piuttosto lo è il cinema.
Sono un cinefilo appassionato, e sento la forza di questa arte quando compongo. Oltre a immaginare dei fatti come se fossero dentro un film, a volte guardare una storia del grande schermo mi fa venire un’idea per una frase, anche se il tema di cui sto trattando non c’entra niente con la pellicola che sto vedendo.

E il Dr. House che dà il titolo a una delle nuove canzoni è proprio quello della serie tv?
Sì, è lui. Anzi, in realtà l’ho composta pensando a Hugh Laurie che lo interpreta. Mi è piaciuto talmente il personaggio (un medico che in un’ora ti dà la diagnosi) che ho pensato di non poter fare a meno di scrivere un brano su di lui. Ho anche visto tutta la serie, quattro volte.

Qual è la tua band preferita?
Come band senza dubbio i Coldplay, da sempre. Come senti le loro canzoni sai che quel pop ha dentro qualcosa di speciale.

Perché nel 2009 hai fondato Thegiornalisti con Marco Antonio e Marco?
Nella musica che ascoltavamo non trovavamo l’unione di quella parte cantautorale tipicamente italiana con sonorità che strizzassero l’occhio al mondo anglosassone. C’erano ovviamente cantanti e canzoni che ci piacevano, ma noi volevamo ascoltare la musica che poi abbiamo fatto in prima persona. Le armonie dal sapore internazionale sono al centro della nostra band.

Sai che il pubblico applica delle “etichette” ai cantanti per identificarli in maniera chiara: i Thegiornalisti che “etichetta” applicano a loro stessi?
Credo che fin dalla nostra nascita noi un po’ sfuggiamo alle classificazioni. Ci avevano infilato nel cassetto dell’indie perché facevamo canzoni con due chitarre, ma i nostri primi brani erano già pop. Abbiamo sempre scritto canzoni pop.

Hai cercato una risposta alla domanda “qual è il segreto del successo dei Thegiornalisti”?
Perché scrivo canzoni belle (dice tra lo spavaldo e l’imbarazzato, nda). Se non lo fossero, non ci sarebbero riscontri.

Ti aspettavi tutto il successo della band e anche il tuo personale, come autore?
No, ma perché io, noi, non ci aspettiamo niente. Personalmente in questo sono un po’ come i calciatori: loro si allenano ogni giorno e alla fine del campionato la classifica darà il suo responso. Anche io sono così, penso a lavorare.


              In pillole                             
I Thegiornalisti sono nati a Roma nel 2009.Hanno autoprodotto i primi due dischi, Vol. 1 del 2011 e Vecchio, uscito qualche mese più tardi.Nel 2014 hanno pubblicato Fuoricampo.Nel 2015 Tommaso Paradiso firma la sua prima importante collaborazione come coautore di Luca Carboni.L’album del 2016 è Completamente sold out, certificato disco d’oro per le vendite.Il singolo che ha anticipato Love è Questa nostra stupida canzone d’amore, doppio disco di platino digitale.

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