Sui passi del giovane Holden

VIAGGI di Francesca Binfarè Pagine del mondo - 5     Sui passi del giovane Holden         Passeggiamo insieme a Holden Caulfield...


VIAGGI
di Francesca Binfarè

Pagine del mondo - 5
    Sui passi del giovane Holden        
Passeggiamo insieme a Holden Caulfield attraverso la New York degli anni ’40. I luoghi chiave della città, sempre ricchi di fascino, sono quelli che i turisti visitano anche oggi. Affascinanti e iconici.

“Mi saprebbe dire per caso dove vanno le anatre dello stagno di Central Park, quando il lago gela?”. Questa è una citazione famosissima tratta da Il giovane Holden, romanzo del 1951 scritto da J. D. Salinger.
Si tratta di un romanzo di formazione che ha per protagonista un ragazzo, Holden Caulfield. A giudicare dalle informazioni che si possono trarre dalla lettura, siamo nelle settimane precedenti il Natale del 1949 e ci troviamo a New York: nonostante tutti gli anni passati dalla stesura del romanzo, i luoghi che fanno da sfondo (e spesso anche da protagonisti nella crescita e formazione di Holden), sono quelli iconici che ancora oggi visitiamo nella Grande Mela. Che è una città in perenne fermento, ma i suoi punti chiave sono sempre quelli che troviamo nel libro.
 Il romanzo
Il giovane Holden racconta i tormenti adolescenziali del sedicenne Holden Caulfield, appena espulso dalla scuola che frequenta. Non potendo tornare inaspettatamente a casa dai genitori e dalla sorella, il ragazzo si reca a New York, e qui inizia a girare per la città.
Le vicissitudini che vive, le persone che incontra, i fatti a cui deve far fronte lo hanno reso uno dei personaggi più famosi della letteratura americana del secolo scorso. Holden si ribella, si dispera, si diverte, si prende troppo sul serio, e cammina molto e a lungo per New York.
Quelli che ci mostra della città sono i suoi monumenti e i punti di riferimento classici, che trova sempre lì, in qualche modo rassicuranti, mentre lui di punti di riferimento interiori non ne ha molti. Ma per sapere se e come troverà una bussola che gli indica la strada, bisogna leggere il romanzo.
Tra il verde di Central Park
Vista la domanda fatta da Holden Caulfield (quella sulle anatre), è giusto iniziare da Central Park, il polmone verde di New York. Immenso, affollato di persone che passeggiano, fanno sport, ascoltano concerti, remano sulle barchette che solcano il laghetto insieme alle anatre che, ora come ai tempi di Holden, lo popolano. Passeggiando tra la 59esima e la 79esima strada si può dare un’occhiata breve ma ugualmente appagante a questo che è il “giardino” di relax ma anche di divertimento della città. Si possono vedere laghetti, alberi, ponti e archi.
Se preferisci visitare alcuni dei luoghi più noti e iconici di Central Park, devi iniziare da Strawberry Fields, un’oasi di tranquillità e verde dedicata alla memoria del musicista dei Beatles John Lennon, che abitava da queste parti, nel Dakota Building ai margini del parco.
Il memoriale Strawberry Fields (che richiama un brano dei Beatles, Strawberry Fields Forever) è un giardino a forma di lacrima e ospita un mosaico che riporta la parola Imagine, che cita il titolo di una delle canzoni più note di Lennon.
Belvedere Castle è un vero castello, con tanto di torrette, e offre un panorama meraviglioso sia sul parco sia su Manhattan, dal momento che è stato costruito sulla cima di Vista Rock e domina così il parco.
Un’altra icona di Central Park, che merita una passeggiata e qualche foto, è il bellissimo e scenografico Bow Bridge. È uno dei sette ponti originali costruiti in ghisa del parco, e risale alla seconda metà dell’800: è molto suggestivo, vale davvero una passeggiata.
E poi, come puoi non vedere il cuore di Central Park? È la Bethesda Fountain, che si trova al centro della Bethesda Terrace ed è una delle fontane più note del mondo, che con le sue decorazioni guarda il lago e gli alberi del Ramble.

Alla stazione
Holden Caulfield frequenta anche un altro luogo simbolo di New York, la Grand Central Terminal: è la stazione di Midtown Manhattan, una delle più grandi del mondo. È proprio qui che il giovane Holden fa custodire le valigie negli armadietti, in attesa di lasciare la città.
La stazione è diventata molto famosa per essere stata immortalata in film e serie tv, e per avere un atrio enorme, con un alto soffitto a volta; molto fotografata è anche la sua celebre scalinata di marmo a doppia rampa. E qui, nel complesso della stazione, si trova anche il Biltmore Hotel, albergo di lusso con un orologio diventato punto di incontro per moltissimi giovani attraverso le generazioni, e naturalmente citato anche nel romanzo.
Holden Caulfield ci permette di visitare un altro simbolo di New York: il Rockefeller Center, un complesso di cui fa parte anche il celebre teatro Radio City Music Hall e che in inverno ospita una delle più famose piste di pattinaggio sul ghiaccio del mondo, citata proprio nel romanzo. Inutile dire che tutto il complesso, un insieme di diversi palazzi e grattacieli, è stato ripreso in numerosi film.
Da non mancare assolutamente è una visita all’osservatorio panoramico che si trova in cima a uno dei palazzi principali (di ben 70 piani) del Rockefeller Center: la vista su New York è mozzafiato, specialmente al tramonto. Dalla terrazza panoramica si possono scattare bellissime foto di altri due simboli della città, il Chrysler Building e l’Empire State Building. Per accedere alla terrazza è necessario acquistare un biglietto, che può limitarsi alla sola salita all’osservatorio o al solo Rockefeller Center, oppure le due visite si possono abbinare in un unico tagliando.

I sorprendenti musei
Il giovane Holden ricorda quando, piccolo alunno, con la scuola ha visitato il museo di storia naturale. L’American Museum of Natural History si trova nella zona della città denominata Upper West Side, non lontano da Central Park; è uno dei più grandi del mondo ed è famoso per la sua collezione di scheletri di dinosauro e anche per un modello di balenottera azzurra (a grandezza naturale, decisamente impressionante) appeso al soffitto. Qui si può ammirare anche lo zaffiro blu più grande del mondo, la Stella dell’India. Probabilmente è una visita che appaga di più i bambini, ma le collezioni che sono esposte sono davvero affascinanti.
Holden, poi, nel romanzo aspetta la sorella davanti al Metropolitan Museum of Art, o semplicemente MET: basta il nome per riconoscere uno dei musei più noti del mondo, che si trova sulla 5th Avenue, non lontano da Central Park. Le collezioni che ospita sono le più varie, comprendono l’arte antica e la fotografia, l’arte asiatica, egizia e bizantina e la pittura, opere di Dalì, Picasso, Giotto, Botticelli e Pollock. Insomma, entrare al MET ci permette di fare una vera cavalcata nel mondo dell’arte, come ci si aspetta da un museo di questo genere e importanza.
Quella che descrive Salinger è una New York da cartolina, per noi che la guardiamo da turisti e da lettori; certamente per Holden era diverso, essendo il romanzo la storia della sua formazione. Molti dei luoghi descritti e presenti nel libro sono reali e visitabili, ma la città raccontata si popola anche di edifici e indirizzi immaginari, che la rendono unica e particolare.
Bisogna ricordare che J. D. Salinger ha vissuto una relazione molto stretta con New York, avendo abitato in diversi quartieri, da Harlem a Park Avenue, e che per questo la città nel romanzo è ben più di una quinta affascinante: è quasi un personaggio, e certamente le vicissitudini vissute da Holden Caulfield sarebbero state diverse se non si fosse trovato a New York ma altrove.
A proposito delle anatre di Central Park, pare che la risposta alla domanda su dove si rifugino in inverno sia che non vanno da nessuna parte: sono lì, sempre, assicurano gli scienziati.





Le puntate precedenti
Nei numeri scorsi di Dimensioni Nuove le città e gli autori presi in considerazione sono stati:
Pechino/Tiziano TerzaniLondra/Conan DoyleSan Pietroburgo/DostoevskijEdimburgo/J.K. Rowling

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